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Scoprire il Piemonte, lentamente. Con Grand Tour

Percorsi dedicate ad arte, storia e cultura tornano ad appassionare i turisti. A partire dal mese di aprile.

Il Chiostro di S. Sebastiano di Biella

Giunto alla sua 11^ edizione, Grand Tour è un progetto a cura dell’Associazione Abbonamento Musei che ogni anno realizza degli itinerari pensati per scoprire Torino e il Piemonte, poco per volta. E con la dovuta attenzione.

Da lunedì 25 marzo, il programma del Grand Tour di quest’anno sarà suddiviso in due sezioni: la prima, ispirata alle celebrazioni per il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci; la seconda pensata per dare risalto sia ad appuntamenti culturali di pregio che alle innumerevoli e innegabili eccellenze della regione Piemonte. Le iscrizioni sono aperte dal 28 marzo.

SULLE TRACCE DI LEONARDO.
Ispirati dal grande e poliedrico genio del Rinascimento, inventore, artista e scienziato, alcuni percorsi offrono visite a tema. A cominciare dalla mostra Leonardo da Vinci – Disegnare il futuro che si terrà presso i Musei Reali di Torino: una passeggiata tra genio e creatività, per raccontare le incredibili ricerche del Maestro nelle scienze e nelle arti, attraverso lo strumento del disegno, tra cui il celebre Autoritratto.

Altri itinerari, invece, toccano quei luoghi piemontesi che hanno un collegamento diretto con Leonardo o che, semplicemente, ne sono stati influenzati. Si potrà visitare, per esempio, la Cooperativa (realtà sita in Val Borbera) che ancora oggi produce il Montebore, l’unico formaggio che Leonardo Da Vinci ammise al banchetto nuziale fra Isabella D’Aragona e Gian Galeazzo Sforza. Oppure si potrà esplorare il Mombracco nella Valle Po, detto anche “la montagna di Leonardo”, di cui Leonardo tessé le lodi definendo la sua pietra estremamente dura, bianca e pura quanto il marmo di Carrara.

Sempre in occasione delle celebrazioni per la morte di Leonardo, poi, Grand Tour propone due appuntamenti speciali a Milano: un viaggio alla scoperta delle importantissime tracce del suo lavoro, tra il Castello Sforzesco, la Pinacoteca Ambrosiana e il centro storico.

IL PIEMONTE? UNA REGIONE DA SCOPRIRE E DA AMARE

Altri itinerari rimandano all’influenza che Leonardo ha esercitato in vari settori sulle epoche successive, dall’arte alla scienza, per poi spaziare e interpretare il patrimonio del Piemonte guidati dal genio, dalla creatività e dalle scoperte che l’uomo ha sviluppato nei secoli.

Ecco allora che con questa edizione di Grand Tour si ha l’occasione di visitare le centrali idroelettriche di montagna di Valle Orco e di Valle Antigorio – vere e proprie cittadelle elettriche – palazzi e chiese dalle architetture ardite (come le false architetture dipinte a Carignano in località Valinotto o la cappella gentilizia di Villa Piossasco), antichi borghi e mulini idraulici, aziende specializzate come lo stabilimento I.C.P. di Castelnuovo Don Bosco, leader nella produzione di aerei ultra-leggeri, che ha fatto del volo e della perfezione del movimento nel cielo sognati da Leonardo un suo fiore all’occhiello.

L’edizione 2019 di Grand Tour si arricchisce infine di alcune proposte speciali che seguono i principali eventi della regione. Tra questi, una visita alla mostra La Magna Charta. Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento in corso presso lo spazio Arca di Vercelli, in occasione degli 800 anni dalla fondazione della Abbazia di Sant’Andrea, che permetterà di conoscere la storia della chiesa, il ruolo del fondatore Guala Bicchieri e il patrimonio culturale e artistico dei musei cittadini.

Tra aprile e maggio due suggestivi appuntamenti tra la collina torinese e il nord astigiano condurranno alla scoperta delle architetture romaniche, a partire dalla Giornata del Romanico, istituita quest’anno dalla Regione Piemonte il 14 aprile: veri gioielli di storia e di arte da riscoprire in due percorsi tematici che si snodano tra le colline di Torino e la piana di Asti.

E poi ancora tre nuovi itinerari di BiblioTour, il progetto promosso dalla Regione Piemonte: a Ceva, dove il pubblico sarà guidato dallo scrittore piemontese Gianni Farinetti, che nei suoi romanzi ha ben dipinto l’Alta Langa (raccontando anche di Bra, la mia città), ad Alba tra antichi percorsi sotterranei e il Centro Studi Beppe Fenoglio, e tra i paesaggi canavesani di Villa Flecchia e il Castello di Masino.

Sono più di 40 i nuovi percorsi dell’edizione 2019 di Grand Tour, pensati per lasciarsi guidare e stupire nuovamente in un Piemonte da (ri)scoprire, lentamente.

La prenotazione agli itinerari è obbligatoria e può essere effettuata a partire da giovedì 28 marzo, tramite il sito ufficiale piemonte.abbonamentomusei.it

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Focus sui bimbi, Il Lato Giusto, noi donne e mamme

ADMO e i Transformers, insieme per i bambini.

C’è un eroe in ognuno di noi!

ADMO è l’acronimo di Associazione Donatori Midollo Osseo. Io ne faccio parte oramai da anni, anche se non ho mai avuto il piacere e l’onore di essere utile alla causa, se non tramite la mia iscrizione. Una partecipazione alquanto passiva, ma meglio di niente, considerato che le chance che il mio midollo siano compatibili con quello di una persona che ne ha bisogno sono di 1 su 100.000.

Ovviamente, se tutti si iscrivessero e facessero questo gesto non solo di altruismo, ma anche d’amore, le probabilità si alzerebbero eccome. E di molto.

Oggi vi voglio però raccontare un’iniziativa che merita di essere conosciuta.  In occasione della Giornata Internazionale della Felicità, infatti, i Transformers si fanno portavoce di una campagna di sensibilizzazione per sostenere la mission di ADMO.

More Than Meets the Eye” è un invito ad andare oltre il primo sguardo per cogliere la vera essenza delle cose, un messaggio che da oltre 30 anni accompagna i mitici Transformers. Perché quello che vediamo, in realtà, non è mai come sembra.

Proprio come gli intramontabili robot-veicolo, i donatori di midollo osseo sono degli “eroi nascosti” a tutti gli effetti che, grazie al loro preziosissimo contributo, hanno la possibilità di salvare la vita di un bambino.

Quale miglior modo per festeggiare la Giornata Internazionale della Felicità se non aiutando il prossimo? È con questo spirito che Hasbro, da leader nell’intrattenimento per bambini e famiglie, decide di supportare e sostenere la mission di ADMO, l’Associazione Donatori Midollo Osseo. E lo fa in modo concreto, schierando in prima linea i leggendari robot-veicolo che dal 1984 continuano ad appassionare milioni di fan: i Transformers, infatti, si fanno portavoce di una forte campagna di sensibilizzazione rivolta ai più giovani e a tutti coloro che li amano in modo incondizionato da oltre 30 anni.

Dato che solo una persona su 100mila è compatibile con chi aspetta un trapianto di midollo osseo, è evidente che, come recita il claim della campagna, “C’è un Eroe in ognuno di noi. Ed è da qui che deve emergere la volontà di donare, un’azione coraggiosa e di assoluta e incondizionata solidarietà, con lo scopo di salvare il bene più prezioso di tutti: la vita.

Nella loro eterna lotta tra il bene e il male, ecco la nuova missione dei gloriosi Transformers: una nuova emozionante avventura aperta a tutti, chiunque può prenderne parte ed esserne protagonista. Così come i celebri robot-veicolo celano la propria straordinaria identità sotto forma di comuni mezzi di trasporto per confondersi tra gli umani, anche i donatori che sostengono ADMO condividono la stessa condizione di anonimato, trasformandosi, in caso di necessità, in eroi che salvano la vita di chi ne ha più bisogno.

Sostenere una causa così alta per noi è un vero onore e una grandissima responsabilità, – ha dichiarato Mikael Berthou, General Manager Hasbro France & Italy Per questo sono scesi in campo i migliori, gli unici in grado di coinvolgere almeno tre generazioni di affezionatissimi fan. Dato che l’obiettivo della campagna è sensibilizzare quante più persone possibili, un fenomeno come Transformers, portavoce di un messaggio così importante che incoraggia il prossimo a credere in se stesso ed essere più di ciò che sembra, può coinvolgere attivamente adulti e bambini, genitori e figli, diventando uno dei tanti veicoli a supporto delle molteplici attività di ADMO”.

Basta quindi rispondere positivamente all’impegno lanciato dalla campagna “C’è un Eroe in ognuno di noi: con pochi click su www.eroitranoi.it è possibile apprendere le varie modalità per diventare un donatore di midollo osseo.

Perché è “in te che puoi trovare il coraggio di diventare l’eroe di qualcuno”! Se si possiedono i giusti requisiti anagrafici e fisici, infatti, ci si potrà iscrivere al Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo (IBMDR) a seguito di un semplice processo di tipizzazione che avviene tramite l’analisi di un piccolo campione di saliva o di sangue. Nel caso in cui il profilo tipizzato combaci con quello di un potenziale ricevente, evenienza che si realizza solo una volta ogni centomila (purtroppo), si può procedere alla donazione in tutta sicurezza, spesso attraverso un semplice prelievo di sangue periferico, metodo poco invasivo che viene impiegato in 8 casi su 10.

Per invitare tutti i destinatari di questa speciale campagna a riconoscere e svelare il potenziale eroe che c’è in ognuno di noi, Hasbro e ADMO hanno rivolto una semplice domanda a un gruppo di bambini con un’età compresa tra i tra i 6 e i 10 anni: “Secondo te, che caratteristiche deve avere un Eroe?”. Le risposte elaborate dal loro innocente immaginario delineano perfettamente le caratteristiche che accomunano i Transformers con i potenziali donatori di midollo osseo, perché per essere dei veri eroi “bisogna proteggere o salvare una vita”, “fare qualcosa per gli altri” ed “avere coraggio per superare le proprie paure”. E sono proprio quei bambini i protagonisti di questo emozionante spot a supporto della campagna C’è un Eroe in ognuno di noi.

E adesso, tutti a donare! 

Per maggiori informazioni, visitare i siti www.eroitranoi.it e www.admo.it

Cibo per la mente, Il Lato Giocoso, Il Lato Gradevole

Book Pride torna a Milano, questo weekend

La locandina dell’evento

Queste sono le manifestazioni che mi piacciono!

La quinta edizione di BOOK PRIDE, Fiera Nazionale dell’editoria indipendente, organizzata in collaborazione con il Comune di Milano, è in programma alla Fabbrica del Vapore di Milano da oggi fino a domenica 17 marzo 2019, dalle 10 alle 20.

BOOK PRIDE si sposta in un luogo molto amato dai cittadini milanesi, nuovo punto di riferimento per l’attività culturale della città, con spazi più ampi che consentono un allargamento della sua offerta.

BOOK PRIDE porta a Milano circa 200 editori. Gli eventi in programma sono 250.

Fra le importanti novità della quinta edizione, la collaborazione con due significativi eventi concomitanti: il festival Libri Come (Auditorium Parco della Musica di Roma, 14-17 marzo) e Digital Week (Milano, luoghi vari, 13-17 marzo), con i quali si sono definiti ospiti comuni e programmi condivisi.

OGNI DESIDERIO – tema di BOOK PRIDE 2019

Il tema scelto per il 2019 è OGNI DESIDERIO. Se il desiderio è il legame che connette chi scrive a chi legge, allora ogni editore è il ponte di corda – mobile, duttile – che mette in relazione lo sguardo di un autore con lo sguardo di quell’altro particolarissimo autore che è il lettore. Ogni editore indipendente fabbrica legami, inventa desideri, dunque avventure.

BOOK PRIDE vuole esplorare i modi diversi e spesso inaspettati nei quali il desiderio si manifesta. E vuole farlo evidenziando da subito – a partire dalla scelta dell’aggettivo indefinito ogni – che il desiderio non è uno, dato e univoco, certo e controllabile, bensì plurale, brulicante, contraddittorio e conflittuale. Il desiderio, se profondamente vissuto, tanto costruisce quanto disfa: genera, disorienta, rivela. Desiderare è dunque una tensione a modificare gli scenari, addirittura a immaginarne di nuovi, tanto a livello individuale quanto collettivo.

L’immagine-simbolo di OGNI DESIDERIO è stata creata dall’artista Nicola Magrin. Il suo lavoro, realizzato ad acquerello, riporta alle molte suggestioni della parola desiderare: una donna, un cielo stellato, un senso di mancanza e insieme di attesa.

Siccome, poi, gli eventi in programma sono 250 e preferisco non tediarvi con un lungo elenco, lascio a voi il compito di scegliere quello che più vi piace, più vi attira o, semplicemente, più desiderate. Tutti gli appuntamenti li trovate qui: bit.ly/ProgrammaBP19pdf

Per ulteriori informazioni, visitare il sito bookpride.net

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La festa delle donne insegnata alle Gem

Care Ludo e Vero, prima o poi arriverà quel momento in cui, l’8 marzo, vi chiederete perché sia la giornata della festa delle donne. Capiterà, ma magari no. Magari, quando crescerete, questa nostra società sessista sarà cambiata e si sarà evoluta tanto da non festeggiarla più.

Magari, i prossimi 8 marzo, si festeggeranno la fine dei femminicidi, la scomparsa delle questioni di genere, la parità salariale, l’happy ending delle quote rosa. Magari no. E allora, nel dubbio, care Ludo e Vero, vi spiego qui cos’è per me la festa delle donne e cosa reputo dovrebbe essere.

La giornata delle donne dovrebbe essere tutto l’anno. Dovrebbe essere una conquista dei più elementari diritti umani. Le donne dovrebbero poter esprimere le proprie opinioni (in casa, in aula, in politica, sul luogo di lavoro…) senza per questo essere messe in ridicolo, sbeffeggiate, derise, insultate, malmenate.

Le donne dovrebbero poter uscire di casa vestite come diavolo pare a loro e non con il terrore che, se l’orlo della gonna sale troppo, si rischia di essere aggredite.

Le donne dovrebbero poter ricoprire quei ruoli di responsabilità che meritano, siano essi come manager di aziende, o come amministratori delegati, o presidentesse o qualsiasi altro ruolo sia confacente alle donne, sulla base di studi, capacità, professionalità, esperienza.

Le donne dovrebbero poter decidere in piena autonomia e serenità se stare con una persona oppure no. Senza rischiare lanci di acido, accoltellamenti, pistolettate, appostamenti, chiamate in piena notte, messaggi sgraditi, uccisioni.

Le donne dovrebbero poter essere considerate semplicemente esseri umani, con uguali diritti e uguali doveri degli uomini. Perché o si inseriscono le quote blu in quegli ambiti prettamente femminili (mi viene in mente, per esempio, la scuola primaria), oppure si aboliscono le quote rosa. Ché anche quelle, per me, puzzano di discriminazione.

Le donne dovrebbero poter scegliere liberamente se avere dei figli oppure no, all’età che preferiscono. E persino da sole. Senza per questo essere tacciate di essere lesbiche, androgine, troppo mamme, troppo poco femmine, egoiste, insulse, incomplete.

Le donne dovrebbero poter parlare di calcio e politica e finanza senza che scattino, immediati e irritanti, stupidi risolini e occhiate ammiccanti da parte dei maschietti.

Ma soprattutto, non dite mai più di una donna che ha carattere che ha le palle. Signori miei, alle donne le palle non servono. Noi abbiamo un cervello funzionante che supplisce in modo eccellente a questa “mancanza”.

Viva le donne, con la D maiuscola.

Il Lato Gradevole

I colori rendono la vita più felice

E’ questa la conclusione di uno studio neuro-scientifico ottenuto incrociando 40 dei più recenti studi internazionali sugli effetti del colore nella vita dell’uomo. I risultati sono stati resi noti da Practic. Non una multinazionale scientifica né una casa farmaceutica, ma un’azienda friulana leader per pergole e tende da sole di design che, insieme a un gruppo di studiosi dell’Università Iulm di Milano e Università di Modena e Reggio Emilia, ha condiviso questo studio utilissimo ed applicabile in diversi settori: dalla psicologia al design, dal marketing alla medicina.

Per scoprirne di più, leggete sotto 👇🏻

Il rosso aiuta a primeggiare nella competizione, il blu e il verde servono nel ragionamento e nel problem solving, il giallo è molto utile per trarre energia e attenzione, il marrone indica serietà e affidabilità, il nero è assolutamente imbattibile nel campo dell’eleganza e della seduzione. 

Può sembrare difficile da credere, ma nelle tante situazioni e sfide che ognuno di noi deve affrontare nella vita di ogni giorno, il colore può giocare un ruolo importante, favorendo o contrastando l’esito sperato. Usato correttamente, il colore può migliorare la nostra esistenza, aiutarci e centrare i nostri obiettivi, renderci insomma più felici. 

È quanto emerge da Lively Colours, un’innovativa ricerca neuro-scientifica sull’impatto del colore nella vita quotidiana, sul design, sui processi neuro-cognitivi, realizzata grazie a una proficua collaborazione tra mondo accademico e imprenditoria.

Dopo il successo ottenuto nel 2018 con Healthy Lighting, lo studio neuro-scientifico sugli effetti della luce sugli stili di vita, l’azienda friulana Pratic ha presentato i risultati di un’originale ricerca sull’impatto del colore sull’essere umano. 

Risultato? I colori e la luce colorata influenzano l’essere umano, in modi a volte inconsapevoli o scarsamente coscienti.

La ricerca Lively Colours raccoglie 40 dei più recenti studi internazionali in materia applicandoli a temi che toccano l’interesse di tutta la società.

Uno studio che fa emergere risultati sorprendenti e fa riflettere su un aspetto – la percezione del colore – che a prima vista appare immediato, ma che è il frutto di un processo estremamente complesso e assimilato nel corso di millenni dal cervello umano. Quali sono gli effetti psico-fisiologici del colore sul nostro corpo?  Da dove nasce l’associazione cromatica di genere uomo-blu e donna-rosa?  È vero che siamo in grado di distinguere solo le sfumature di colore definite da un apposito termine nella nostra lingua? Come cambia la nostra percezione dello spazio al variare di diversi accostamenti cromatici? In che modo, infine, i colori possono incidere sulla nostra vita, sul nostro umore, sulla nostra capacità di essere performanti, sulla nostra soglia di attenzione, perfino sulle nostre preferenze di acquisto?

Sono alcune delle domande a cui ha cercato di dare risposta questo percorso di ricerca, facendo emergere un quadro estremamente composito e tuttora in evoluzione, ma con alcune evidenze di grande interesse per un’ampia varietà di applicazioni: dalla psicologia al marketing, dal design alla medicina.

Il colore è la prima cosa che colpisce il nostro sistema visivo, prima della forma e del movimento: i colori caldi e chiari accelerano il battito cardiaco e la respirazione, favorendo il movimento, i colori scuri e freddi provocano l’effetto contrario

In natura esistono milioni di colori e altrettanti sono quelli che il nostro occhio riesce a vedere. Una quantità impressionante, se si considera che riusciamo a percepire solo la luce compresa in una modesta porzione dell’intero spettro elettromagnetico (tra i 400 e 700  nanometri). Ma come funziona il meccanismo che regola la percezione del colore? La luce viene catturata e suddivisa grazie a tre differenti tipologie di cellule denominate coni, capaci di percepire le onde del blu (430 nm), del verde (530 nm) e del rosso (560 nm), ed è successivamente elaborata da strutture cerebrali specializzate quali il Nucleo Genicolato Laterale.

Le tre componenti di una scena visiva – colore, forma, movimento – vengono analizzate da differenti aree specializzate ma non simultaneamente: vediamo prima i colori, poi le forme, infine i movimenti e le posizioni. Ecco perché i colori hanno una notevole importanza, non solo da un punto di vista scientifico, ma anche per tutte le applicazioni che ne derivano. Oggi sappiamo ad esempio come nell’essere umano i colori caldi e chiari accrescano la tensione muscolare, accelerino il battito cardiaco e la respirazione favorendo il movimento, mentre i colori scuri e freddi provocano l’effetto contrario. Allo stesso modo delle semplici variazioni degli equilibri cromatici possono cambiare completamente la percezione dello spazio che abbiamo intorno a noi, tanto all’interno quanto all’esterno.

Evoluzione e colore: questione di “gender”?

Secondo le teorie evoluzioniste l’associazione tra genere e colore risalirebbe al ruolo sociale svolto da uomini e donne nel mondo preistorico, con i primi più impegnati in attività venatorie in ambienti forestali (verde) o marini (blu) e le seconde “specializzate” nella ricerca di frutti maturi, spesso gialli e rossi.

Perché la nostra cultura associa determinati colori al genere? È il risultato di un processo evolutivo legato maggiormente a fattori culturali o biologici? Sono numerosi gli studi che cercano di indagare la relazione tra colore e gender. Secondo Hurlbert e Ling, ad esempio, le maggiori abilità visivo-spaziali della donna, nonché la sua spiccata attenzione per i dettagli, sarebbero dovute alla struttura imposta dalla società preistorica, dove l’uomo era cacciatore e la donna raccoglitrice. Una segmentazione sociale che avrebbe suggerito, nel secondo caso, una preferenza per la gamma di colori rosso-porpora, utile per individuare frutti maturi tra il fogliame, e blu-verde per l’uomo, più portato ad attività venatorie in ambienti forestali (verde) e marini (blu). Sempre in accordo con tale teoria, esisterebbe poi un’associazione tra il colore rosso e il ruolo di caregiver svolto dalla donna, la cui maggiore capacità di entrare in empatia con gli stati emotivi altrui sarebbe connessa all’afflusso sanguigno verso il volto, quale primo segnale di un cambiamento interiore.

Il concetto di “Period Eye” e la genesi dei colori

In base alla teoria del “Period Eye” l’occhio umano è in grado di vedere solo i colori con cui ha potuto familiarizzare. Ecco perché un membro di una tribù della savana australiana è in grado di riconoscere tonalità di verde indistinguibili all’occhio di un europeo, ma al tempo stesso è “cieco” al colore blu, non presente nel suo habitat

Se oggi si può disporre di schermi a led capaci di ricreare 16 milioni di colori, c’è stata un’epoca nella quale l’essere umano (in un’epoca databile tra il 36.000 e 32.000 a.C.), era capace di esprimere concetti complessi, come la vita, la morte e lo scorrere del tempo, attraverso tre soli colori: il bianco, il nero e il rosso. Tre tonalità in sintonia con le ricerche di Berlin e Kay, che dimostrano come il nominare e il riprodurre un colore siano stati strettamente collegati e allo stesso tempo interdipendenti rispetto al contesto. 

Una correlazione cui si è dato il nome di Period-Eye, coniato dallo storico dell’arte Michael Baxendal, che indica come la capacità di discriminare i colori, l’attenzione ad essi e l’arte stessa, con la conseguente riproduzione dell’esteriorità e dell’interiorità del mondo umano, siano congenite e allo stesso tempo “attivate” dall’ambiente nel quale si è immersi. 

Tra i tanti settori in cui può essere applicata questa teoria c’è naturalmente anche quello dell’arte. Il neuro-storico dell’arte John Onians spiega ad esempio la pittura “tonale” di Tiziano e quella “lineare” di Michelangelo come un duplice prodotto: da una parte frutto dell’esperienza personale e inconscia di ogni artista e, dall’altra, una conseguente assimilazione, in questo caso conscia, delle caratteristiche del contesto nel quale questi due maestri furono immersi (l’acqua lagunare nel caso di Tiziano, la petrosità del bugnato fiorentino in quello di Michelangelo).

Colore e psicologia

Il colore ha un impatto notevole sulla mente umana, generando piacere, soddisfazione, calore, benessere. Non solo, ciascun colore può essere collegato a una particolare caratteristica: il blu a competenza e intelligenza, il nero a potere e competenza, il bianco a sincerità e purezza

Qual è l’effetto dei colori sulla mente umana? Analizzando 15.621 dati raccolti attraverso 166 ricerche, compiute nell’arco di 30 anni, emerge in modo incontrovertibile come i colori caldi producano un maggiore arousal (sensazione di piacere e eccitamento) rispetto a quelli freddi, in grado a loro volta di generare un maggiore senso di autosoddisfazione. Associazioni cromatiche che vivono grazie al modello della memoria semantica e costruiscono dei legami profondi tra colore ed emozione, per lo più condivisi soprattutto tra culture simili. 

Grazie agli studi di marketing oggi sappiamo che a livello psicologico ciascun colore può essere collegato a una particolare caratteristica o attitudine: la tonalità del bianco è associata a sincerità, purezza, pulizia e pace, quella del giallo ad attenzione, ottimismo, estroversione e felicità, il rosa a calore, femminilità, eleganza e morbidezza, il blu a competenza, comunicazione e intelligenza, il marrone a serietà e affidabilità, il nero a potere ed eleganza, il viola al lusso e alla qualità. 

Sembrerà assurdo, ma in certi casi una gradazione di luce o di colore può contribuire persino a salvare una vita. È il risultato di un test con il quale si cercava di indagare se i colori hanno un ruolo rispetto alle sindromi suicide: tra il 2000 e il 2010 in Giappone si è scelto di installare luci a led nella tonalità del blu in 71 luoghi, tra stazioni e incroci, per dissuadere le persone a compiere gesti avventati e soprattutto a suicidarsi. Ebbene, ad oggi i dati raccolti mostrano come nel confronto tra le 11 stazioni provviste di queste luci LED e le 60 sprovviste delle stesse luci, il numero di suicidi nelle prima si sia ridotto di addirittura l’84% (Matsubayashi et al. 2013). 

Brand e colore

Non solo colore: ciò che colpisce di un marchio o di un brand è anche saturazione e luminosità, capaci rispettivamente di produrre sensazioni di piacere e di attivare un processo di quiescenza

Altri studi hanno analizzato le risposte di 450 soggetti circa la percezione di 100 marchi selezionati dalla classifica “Top Brand Report” del 2009, dimostrando come la quasi totalità dei trademark contenesse i tre colori blu, rosso e nero, in grado di attivare effetti diversi: rispettivamente il rosso (eccitamento), il blu (competenza), il nero (sofisticatezza), anche se il trademark sembra ottenere un gradimento apicale quando si ricorre all’uso del nero o del blu. E in gioco non ci sono solo le singole tonalità, ma anche la saturazione e la luminosità: la prima capace di produrre un effetto positivo sull’arousal, la seconda di attivare un processo di quiescenza. A risultare onnipresente è sempre e comunque il bianco, che con la sua luminosità e purezza invade gli spazi outdoor e indoor.

Chi è Pratic

Pratic nasce nel 1960 e rappresenta una delle prime realtà italiane nella progettazione e produzione di tende da sole, pergole e strutture da esterno. In più di mezzo secolo di storia, Pratic ha trasformato il modo di concepire le abitazioni sin dalla loro progettazione, rivoluzionando l’idea del vivere open air grazie a innovazioni, brevetti e una qualità totale che accomuna ogni singolo progetto. L’azienda conosciuta in Italia e in Europa, ha avuto negli ultimi anni una crescita esponenziale, dovuta alle risorse che essa costantemente investe in innovazione del prodotto e risorse umane. Le soluzioni outdoor Pratic nascono da una progettazione sempre più raffinata e ricca di dettagli, sempre fedele al pay-off aziendale, open airculture, che racchiude in sé la propensione e la capacità di realizzare soluzioni innovative che valorizzano gli spazi esterni così da renderli utilizzabili nel massimo comfort e per tutto il tempo dell’anno. Maggiori informazioni su www.pratic.it

Focus sui bimbi, Il Lato Giocoso

Hockey Bra Under 14, campione d’Italia 18/19

La squadra HC Bra Under 14 al completo

E’ con una punta di orgoglio che vi racconto questa bella storia. Una storia fatta di passione, sacrificio, allenamenti, senso di amicizia e sport. Lo sport vero, quello che ti fa festeggiare per le vittorie della squadra come un’unità di giocatori. Nell’hockey il senso del gruppo è molto sentito, certamente molto di più rispetto ad altri sport maggiormente “blasonati” e sponsorizzati.

Le squadre di Hockey della mia città, Bra, hanno sempre avuto una marcia in più che ha permesso loro di vincere numerosi scudetti, coppe Italia, scudetti indoor (appunto!) e Supercoppa italiana.

La tradizione è stata portata avanti anche quest’anno dalla Hockey Bra Under14 che si è aggiudicata il titolo di Campione d’Italia Indoor 2018-2019. Le finali che si sono tenute a Castello d’Agogna contro CUS Padova, Genova e HC Bondeno hanno incoronato vincitrice la squadra braidese che ha, così, tenuto alto l’onore cittadino in campo hockeystico.

Uno dei giocatori più promettenti, Nicholas Calò (10 anni), racconta così questa fantastica esperienza-vittoria.

Nicholas Calò, trequartista della HC Bra Under 14 con la coppa vinta

“Ciao! Mi chiamo Nicholas Calò, ho 10 anni, e sono Trequartista nella mia squadra di Hockey su Prato e Indoor “HC BRA 2017” – Under 14. Sabato 2 e Domenica 3 Febbraio si sono giocate le Finali. Abbiamo vinto la Coppa e siamo diventati CAMPIONI D’ITALIA 2018-2019 di Hockey Indoor U14!

Ero molto emozionato anche perché io sono il più piccolo della mia squadra e nella Finalissima con il CUS Padova sono riuscito a segnare il secondo dei tre goal fatti su passaggio del mio grandissimo compagno Simone Petito che ha anche vinto il premio come Miglior Realizzatore del Campionato.

Simone e io non stavamo bene perché lui aveva la febbre e io un virus che poteva costarmi la partecipazione alla partita. Però ci siamo fatti forza e abbiamo dato il meglio di noi stessi. E così, insieme alla squadra, abbiamo raggiunto la vittoria.

Il 4 e 5 Maggio ci aspetta un’altra sfida perché siamo già in Finale di Prato con una giornata di anticipo. A presto e daje!!!”.

Credo che non ci sia altro da aggiungere, se non che in Italia ci sono davvero molti sport “minori” che vanno avanti con fatica, sacrifici, dedizione. Sport che spesso coinvolgono non solo gli atleti e la dirigenza, ma anche le famiglie. Che si rendono disponibili ad accompagnare gli atleti nelle trasferte, che sostengono i ragazzi, che mettono a disposizione della squadra parte del loro tempo libero.

Io credo che siano questi gli sport che dovrebbero essere sostenuti e finanziati. Sport che insegnano il rispetto, l’amicizia, lo spirito di sacrifico. Sport che raccontano, davvero, la dedizione.

Il Lato Gradevole, Novità dal mondo del turismo, Viaggi; Travel Tips

Le più belle Spa in Italia

Se anche voi, come me, siete appassionate di massaggi, trattamenti benessere, percorsi relax e detox, allora non potrete perdervi questa mini-guida alle più belle Spa e centri bien-être sparsi per l’Italia.

Piemonte | Sari Club | Alba (CN)

La piscina con acqua salata, cascate cervicali e idromassaggio

E’ un piccolo angolo di paradiso nascosto nel ventre di Alba, meglio conosciuta per la Fiera del Tartufo Bianco, ma che sa offrire (anche) momenti di tranquillità e rinascita. Il Sari Club propone, infatti, non solo massaggi rilassanti, hot stone, scrub… ma anche percorsi terme e wellness tutti da provare, all’insegna di piscina termale, idromassaggio, sauna finlandese, bio sauna, bagno turco, frigidarium e meravigliose cascate cervicali. Al pacchetto classico (3 ore da godere in pieno relax) è anche possibile abbinare proposte che comprendono massaggi personalizzati, rituali termali indiani o arabi. Incluso nel prezzo dell’ingresso, oltre alle varie tappe, anche un salutare buffet di frutta fresca, tisane e piccola pasticceria. Il costo del percorso classico, della durata di 3 ore, è di 30 € a persona. Informazioni e prenotazioni: www.sariclub.it 

Piemonte | Maison Arabe | Alba (CN)

Altro fiore all’occhiello delle Langhe è la Maison Arabe, nel pieno centro storico albese. Connubio perfetto di tradizione e innovazione, la Spa è un piccolo ed elegante “angolo arabo” ricavato all’interno di una struttura che, un tempo, era destinato ai magazzini del sale. Appena entrati si viene proiettati in una cultura antichissima, tra lampade che diffondono una luce tenute ed intima, tappeti in puro stile marocchino e un ambiente rilassato e ovattato che, per magia, permette di lasciare fuori preoccupazioni e stress. Molti sono i percorsi offerti dalla Maison Arabe (che combinano Hammam, gommage, oliazione del corpo e molto altro ancora) così come ampio e variegato è il menu dei massaggi (io vi consiglio il decontratturante alla schiena che ho provato personalmente). I costi variano a seconda dei pacchetti che si prenotano. Informazioni e prenotazioni: www.maisonarabe.it

Lombardia | Lefay Spa | Gargnano (BS)

3.800 mq di benessere, coccole, massaggi, percorsi. Impossibile non trovare la propria soluzione preferita alla spa del Lefay Resort & Spa Lago di Garda. Articolata su tre macro aree (Mondo dell’Acqua e del Fuoco, Natura & Fitness, Trilogia nell’Aria) l’offerta spazia dalle saune alle piscine, dall’hammam all’ice pool fino ai percorsi attivi nella natura. Superbi, poi, i massaggi adatti a riequilibrare e riattivare l’energia, energizzare, rilassare, stimolare. Il mio preferito? Il massaggio Californiano: effettuato con prodotti biologici e naturali al 100%, è riposante e calmante, permette alla mente e al corpo di rilassarsi. Ideale, insomma, per chi vuole liberarsi di stress e fatica. Questo trattamento dura 50 minuti e costa 100 €. Informazioni e prenotazioni: lefayresorts.com/it

Liguria | Belmond Hotel Splendido Portofino | Portofino (GE)

Trattamento Spa in giardino

Elegante e raffinato, situato in posizione dominante rispetto all’incantevole baia di Portofino, il Belmond Hotel Splendido non ha bisogno di presentazioni ulteriori. Così come non ne avrebbe la sua bellissima Spa. Qui le parole d’ordine sono armonia e relax, che vengono garantite dalle mani sapienti delle addette ai trattamenti. La location unica, il profumo dei giardini in fiore e un’ampia varietà di massaggi e coccole a cinque stelle regalano momenti detox unici. Il massaggio da prenotare? Il rituale Mediterraneo: 50 minuti di relax e riequilibrio che partono con uno scrub detox, proseguono con un massaggio proposto utilizzando olii essenziali di arancia e limone, seguito da aroma terapia e massaggio al cuoio capelluto. A corollario, poi, viene servito un paradisiaco tè alla pesca ©Mei Spa. Informazioni e prenotazioni: www.belmond.com/it/hotel-splendido-portofino/

Toscana | Relais Il Falconiere | Cortona (AR)

Ricavato all’interno di un’antica dimora del XVII secolo, il Relais Il Falconiere, parte del prestigioso gruppo Relais & Chateaux, è un piccolo ed elegante gioiello di ospitalità nel cuore della campagna toscana. Oltre ad un ristorante stellato, il resort propone anche una pluripremiata Spa: la Thesan Etruscan Spa, con superba vista sulla Valdichiana, con le sue colline punteggiate da cipressi ed olivi secolari. L’offerta del centro benessere è davvero ampia e variegata e spazia dai massaggi ai percorsi wellness alla vinoterapia. Proprio nella vinoterapia ho trovato il mio momento di coccole preferito, con il trattamento Vigneti Toscani: 2 ore e mezza di rituale che comincia con un peeling delicato alle vinacce, seguito da massaggio sensoriale e avvolgente, cui fa seguito un bagno DiVino a base di estratti di vino rosso, utilissimo per stimolare la circolazione e lasciare la pelle liscia e levigata come seta. A chiudere questa esperienza sensoriale ci pensa, poi, un ottimo calice di vino rosso Baracchi. Il costo, a persona, è di € 250. Informazioni e prenotazioni: www.ilfalconiere.it

Umbria | Abbazia San Pietro in Valle | Ferentillo Terni (TR)

Charme, storia ed esclusività caratterizzano questo hotel inserito magicamente tra le colline umbre, la Cascata delle Marmore e Spoleto. Circondato da fitta e rigogliosa vegetazione, l’Abbazia San Pietro in Valle ha appena 18 camere e 3 suite, tutte ricavate nelle antiche celle dei monaci, oltre ad una piccola, ma suggestiva Spa che offre massaggi di coppia (e non), sauna rigenerante e idromassaggio. Il trattamento da provare? Il massaggio emolinfatico che riattiva la circolazione, dona benessere e regala una sensazione detox profonda. L’Abbazia San Pietro in Valle, infine, ha un angolo benessere molto particolare: il suo stupendo giardino panoramico con vista sulla Valnerina, un tempo antico mercato in cui i monaci barattavano le merci con i forestieri di passaggio. Informazioni e prenotazioni: www.sanpietroinvalle.com 

Sicilia | Poggio Del Sole Resort | Ragusa

Ricavato all’interno di una residenza di campagna dell’800, il Poggio Del Sole è un resort elegante circondato da colline e dotato di un grande centro benessere. L’Ibisco è un rifugio per mente e corpo con un’ampia carta di trattamenti, percorsi, massaggi, aree relax. I trattamenti consigliati? Il percorso benessere base che dà accesso a bagno turco, sauna, percorso kneipp, idromassaggio, docce emozionali e area tisaneria. 60 minuti detox al costo di 20 € a persona; il massaggio migliore è, invece, quello al cioccolato: nutriente, rilassante, ma anche energizzante. Costo, per 45′, € 55. Informazioni e prenotazioni: www.poggiodelsoleresort.it

Sardegna | Monte Turri Luxury Retreat | Arbatax (OG)

Una perla che domina da posizione privilegiata il mare cristallino dell’Ogliastra. Antica dimora di campagna, il Monte Turri Luxury Retreat è di un’eleganza ineccepibile e gli ambienti profumano di mirto e ginepro. Agli ospiti, poi, è riservata una piccola, ma deliziosa caletta raggiungibile tramite un ascensore panoramico in cristallo. Altrettanto bello è il Centro Benessere Thalasso & Spa Bellavista, con una magnifica vista panoramica: 2000 mq di benessere, salute, trattamenti. Qualsiasi cosa vi aggradi, qui la trovate: dalla sauna ai bagni turchi, dall’idromassaggio alle cascate, dai massaggi ai trattamenti estetici. La coccola da scegliere? L’Aroma Massage: 25 minuti intensi per risvegliare i sensi dopo il letargo invernale. Informazioni e prenotazioni: www.monteturri.com




Focus sui bimbi, Novità dal mondo del turismo, Viaggi; Travel Tips

Miscellanea di novità

Alcune idee per S. Valentino (o per lo meno per chi ancora lo festeggia)

La facciata del Boutique Hotel Villa Sostaga 4*

Per chi non vuole spendere e spera nella fortuna, sempre e comunque, un’idea carina viene dal Boutique Hotel Villa Sostaga 4* che ha appena lanciato un concorso sul suo account Instagram. Il concorso “For you 2” mette in palio 2 notti per 2 persone (quindi niente figli al seguito, ecco perché io non parteciperò), con la colazione. I fortunati vincitori potranno usufruire del buono fino al 14 aprile 2019. Quindi, anche se avete già prenotato altrove, è comunque un’ottima opportunità per vincere un weekend romantico in una location da sogno.

Come fare per vincere? Ve lo spiego qui 👇🏻

✅ Seguite @hotelvillasostaga
✅ Mettete il like alla foto che lancia il concorso
✅ Taggate un amico nei commenti e fate attenzione a che la persona taggata metta a sua volta il like e segua l’account dell’hotel

Chi non vuole tentare la fortuna può sempre decidere di approfittare del pacchetto Be my Valentine che comprende: 3 notti con colazione, il menu di San Valentino a più portate in omaggio e un romantico set-up della camera (o suite) con bottiglia di prosecco e frutta fresca in regalo. Il pacchetto costa a partire da 299 € a persona.

Il Borgo visto dalla villa

“Love & Wellness”, invece, è l’idea proposta dalla Tenuta di Artimino, meraviglioso resort a ospitalità diffusa inserito nella campagna toscana. Il pacchetto è pensato per chi desidera regalarsi un soggiorno di relax e comprende l’ingresso alla Erato Wellness Luxury Spa (600 mq dedicati interamente al benessere, vasca idromassaggio, docce emozionali…) e un massaggio di coppia. In più, l’offerta prevede il benvenuto con un calice di vino e il pernottamento e colazione in camera presso l’Hotel Paggeria Medicea 4* ricavato all’interno di un edificio appartenuto alla famiglia Medici. Sembra quasi impossibile, ma il pacchetto costa solo a partire da 169 €.

Vacanza detox: abbasso cellulari, tablet, computer e digitale.

Vista panoramica dell’Hotel

Se uno dei (tanti) buoni propositi per il 2019 è quello di disintossicarsi, almeno per un weekend, da smartphone, social network, mondo digitale e varie, allora la soluzione perfetta è quella di scegliere il Romantik Hotel Turm, a Fiè allo Sciliar, Bolzano. Meraviglioso hotel, mix di design moderno e storia antica, qui si passeggia tra capolavori di Picasso, Kokoschka e Dix che arricchiscono le pareti e cinque torri medievali lo rendono, a ragione, ancora più romantico. Due di esse sono state volutamente lasciate senza connessione wi-fi. Ecco quindi che, qui, ci si prende il giusto tempo per godere dell’ambiente, rilassarsi e dimenticare il fastidioso trillo degli apparecchi elettronici. Grazie alla sua posizione invidiabile, poi, si può godere di escursioni nella natura, tra boschi e fattorie, e immergersi nelle acque con vista sul ghiacciaio nella piscina della struttura. La camera, a notte, costa a partire da 240 €, comprensivi di colazione e ingresso all’area saune.

Visitare il più grande Museo della Magia d’Europa

Cherasco Museo della Magia, la biblioteca

E’ con una punta di orgoglio che vi racconto di questo interessantissimo museo. Perché? Semplice, si trova a Cherasco, a pochi chilometri dalla mia città natale, Bra, in Piemonte. Il Museo della Magia, ideato e promosso dal Mago Sales, anche conosciuto come Don Silvio Mantelli. La sua passione l’ha portato, nel corso degli anni, a collezionare una miscellanea variegata di oggetti appartenuti ai più grandi maghi della storia. Ricavato all’interno di quelle che un tempo fu un asilo, il Museo ospita quattro sale tematiche, un teatro in cui si tengono spettacoli di illusionismo e una stupefacente biblioteca completamente a tema magia (con oltre 18.000 volumi a disposizione di studiosi e ricercatori!). 11 stanze votate al mistero e alla suggestione, infine, raccontano la storia della magia dal ‘700 ad oggi per mezzo di immagini e film d’epoca, con strumenti originali appartenuti ai grandi prestigiatori, aree dedicate all’illusionismo e ai suoi numerosi aspetti.

Il Museo, inaugurato nel 2013, ha visto passare protagonisti del calibro di Marco Berry, Raul Cremona, Mister Forest e Silvan, per citarne solo alcuni. Tra i grandi nomi della magia contemporanea, poi, va segnalato anche il Mago Alberto (Almondo), stimato ottico optometrista che, per passione, si trasforma in prestigiatore e illusionista. Vederlo all’opera è un privilegio che lascia a bocca aperta adulti e piccini. L’ingresso al Museo costa 9 € per gli adulti e 6 € per i bambini (dai 4 ai 10 anni). Bimbi sotto i 4 anni entrano gratis.

noi donne e mamme

I miei primi 40 anni

Credo di poterlo fare, ora. In fin dei conti 40 anni portano ad una prima tranche di bilanci, no? Bene, allora penso che sia il caso di mettermici anche io. Sono nata 40 anni fa, un giovedì, alle 15.35. Capricorno ascendente Cancro, per chi ci crede. Il capitolo sulla mia nascita lo salto a piè pari, per non tediare nessuno.

A cosa servano i bilanci non è che lo sappia bene. Secondo me è un modo di tirare le somme e cercare di capire se, in un determinato arco di tempo, quelli che erano sogni e velleità chiuse in un cassetto hanno preso il volo oppure no. Non parlo solo di realizzazione effettiva, ma anche di pallidi tentativi.

A tal proposito, mi ricordo ancora quando da bambina ho individuato quello che avrei voluto fare da grande. “Da grande” era, allora, una dimensione improbabilmente collocata nel tempo. Non pensi all’età quando sei piccola o molto giovane. Pensi solo a qualcosa che verrà “poi”.

Bene, io ho sempre e indiscutibilmente voluto scrivere. Quindi, uno dei miei sogni nel cassetto (e velleità professionale) ha sempre avuto uno strettissimo collegamento con le parole. Devo fare un bilancio su questo desiderio? Ce l’ho fatta. E mi rendo conto che, dicendolo e ammettendolo, mi inserisco di diritto nell’elenco delle persone fortunate.

Ho sudato, pianto, mi sono sconfortata ai primi “no”, ho gioito dei primi successi, mi sono emozionata la prima volta che ho letto il mio nome a firma di un articolo. A dir la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, mi emoziono ancora. Lo giuro.

Il cammino è stato lungo e non semplice. Ma sapete una cosa? Sebbene sia solo una delle tante che scrivono (e probabilmente non vincerò mai il Premio Pulitzer), una delle tante che ha faticato e una delle tante che non diventerà mai famosa, mi reputo comunque estremamente fortunata. Perché faccio qualcosa che mi piace, con costante passione ed eterna gratitudine per averne avuto l’opportunità.

Ricordo ancora quella docente all’Università che mi domandò “cosa vuoi fare da grande?”. Risposta: “la giornalista”. La sua replica fu “E’ un’illusione. E’ come la canzone di Morandi… uno su mille ce la fa, anche meno in questo caso”. Be’, quella docente la voglio ringraziare.

Perché, anziché scoraggiarmi, mi ha dato la forza, la tenacia e la testardaggine di andare avanti comunque. Nonostante lo sconsiglio a proseguire. Nonostante gli ostacoli. Nonostante tutto. Sempre e comunque avanti.

Ciò detto, visto che è tempo di bilanci, merita un posto d’onore anche la maternità. Fortemente voluta. Altrettanto fortemente sofferta. Credo che diventare madre, per chi lo desidera, sia una delle esperienze più forti, belle, scombussolanti e folli che ci siano. Lo dice anche il titolo (nuovo) del blog: chi vive il Lato G della vita (da leggere sia come gravidanza, che come gemelle, ma anche come un milione di altre cose!) sa quanto la propria esistenza venga sconvolta in un amen. Ma diventa più bella, piena, interessante, gioiosa ogni giorno che passa.

Ho un altro sogno, nel mio personale cassetto dei desideri. Siccome però sono anche un filino superstiziosa, lo tengo per me. Inutile dirvi che, come sempre, ha a che vedere con la scrittura…

Chissà che questi primi 40 anni non portino con loro anche la realizzazione di questa velleità. Nel caso, comunque, ve lo racconterò tra altri 40 anni. Sempre se il blog esisterà ancora 🙂

Novità dal mondo del turismo, Viaggi; Travel Tips

Alla scoperta di una Milano insolita

Itinerari fuori dalle rotte più conosciute, ma altrettanto interessanti e di charme. Tutti da scoprire, con NYX Hotel.

Che siano artistici, culturali, lontani dai circuiti d’arte più classici, poco importa. Perché Milano non è solo Duomo, Via Montenapoleone, Piazza Castello & Co. E ve lo dice una torinese incallita, profondamente innamorata della sua città natale, che ha però imparato, piano piano, ad appassionarsi anche alla capitale meneghina. E qui vi spiego perché (e cosa dovreste assolutamente vedere), a partire dall’art hotel di Piazza IV Novembre.

Milano si è aggiudicata il premio di città più vivibile, secondo una classifica stilata e diffusa da Il Sole 24 Ore. Ho stentato a crederci, ma questo risultato è stato pubblicato davvero. Poi, ripensando ad alcune location, punti di interesse storico e bellezze nascoste, molte delle quali considerate minori o, peggio ancora, dimenticate, ho pensato che, tutto sommato, ci sono angoli di Milano assolutamente vivibili. Sulla bellezza, poi, non si discute. I seguenti itinerari sono stati inaugurati da  NYX Hotel Milan: sono tour di “alternative art”, come vengono definiti.

L’hotel (parte del gruppo Leonardo Hotels), inaugurato lo scorso giugno 2017 e caratterizzato dalla galleria diffusa delle opere dei più importanti street artist italiani, accompagna visitatori e curiosi a scoprire quindi luoghi segreti, alcuni in centro, altri custoditi in periferia, caratterizzati tutti da un “fattore wow”. Perdersi tra le vie meno trafficate e mettere il naso tra i cortili e negli androni di palazzi severi è una delle uniche bussole

Cascina Pozzobonelli 

Chicca che pochi conoscono è la Cascina Pozzobonelli, un gioiello dai mattoni a vista incastonato tra una fermata dei taxi e un locale notturno nei pressi della Stazione Centrale. Costituita originariamente nel XV secolo come una casa padronale, sorgeva in aperta campagna e la storia ne attribuisce la paternità al Bramante. Della residenza si sono conservati (causa demolizioni dovute a motivi viabilistici ad inizio XX secolo) parte del porticato e la cappella a forma di edicola, in cui sopravvivono alcuni affreschi della scuola di Donato Bramante. Curiosità: nella ricostruzione del Castello Sforzesco di oggi l’architetto e storico Beltrami si basò su uno degli affreschi custoditi al suo interno. Nell’odierno Castello Sforzesco oggi c’è dunque un po’ della Cascina Pozzobonelli. Dove trovarla: Via Andrea Doria, 4

Casa Cicca 

Al 105 di via Ascanio Sforza a Milano, sul Naviglio Pavese, c’è una casa di ringhiera piena di piccoli appartamenti. Uno di questi, al piano terra, è Casa Cicca, la base del collettivo Traslochi Emotivi. Nata il 12 dicembre 2012, la casa è diventata la residenza ufficiale per artisti e viaggiatori in cerca di un appoggio, disposti a lasciare una traccia del loro passaggio… sotto qualsiasi forma! Sì, perché in ogni angolo di Casa Cicca sono conservate testimonianze, regali, scambi d’artista che Giulia Currà, ideatrice del progetto, ha avuto con Fornasetti, Jenny Holzer, Pasquale Leccese, Marlene Dumas, Chinatown Soup, Andreas Schulze e dozzine d’altri ancora. Dove trovarla: Via Ascanio Sforza, 105

Fornace Curti 

Le sue origini risalgono al 1400 quando, al servizio degli Sforza, produsse le formelle per la Certosa di Pavia e per l’ospedale Maggiore. Nel corso dei secoli, dalle colonne di San Lorenzo, cambiando diverse sedi, è arrivata all’indirizzo odierno, in via Tobagi, ma è rimasta l’unica fornace ancora attiva a Milano per la lavorazione dell’argilla. E non solo. È anche un luogo calmo e tranquillo nel quale rifugiarsi per godere di un momento di relax data la sua configurazione particolare che la rende simile a un mini borgo dentro la città dove si intersecano cortili e laboratori. Dove trovarla: Via Walter Tobagi, 8

Casa 770 

Al numero 35 di via Carlo Poerio si trova un edificio anche nominato come “l’olandese” per le linee architettoniche che richiamano le abitazioni dei Paesi Bassi. La sua storia è curiosa: l’abitazione è infatti una delle riproduzioni della “casa 770”, edificio dell’Eastern Parkway di Brooklyn che fu la casa del rabbino Yoseph Yitzchok Schneerson, giunto dall’Europa per sfuggire alle persecuzioni naziste. Nel 1951 la casa andò in eredità al genero, il rabbino Menachem Mendel Schneerson e da lì si iniziò a considerarla un vero e proprio luogo sacro e a riprodurla in tutto il mondo. Oggi esistono esempi identici in Canada, Israele, Brasile, Argentina, Stati Uniti e Australia, ma l’unica Casa 770 in Europa occidentale si trova proprio a Milano. Dove trovarla: Via Carlo Poerio 35

Lo studio di Achille Castiglioni 

Dopo la morte di Achille Castiglioni nel 2002, un accordo tra gli eredi Castiglioni e la Triennale ha dato origine allo Studio Museo Achille Castiglioni, che racchiude le stanze in cui, per decenni, sono nati e hanno preso vita i suoi progetti, dove sono conservati i prototipi e i modellini, i tecnigrafi e la collezione di “oggetti anonimi” che Castiglioni ha raccolto durante la sua vita. Lo studio è aperto per raccontare il lavoro, e soprattutto l’approccio unico, di Castiglioni al mondo degli oggetti. Dove trovarlo: Piazza Castello, 27

Chiesa di San Maurizio al Monastero e i suoi unicorni 

Gli unicorni esistono e a Milano la prova tangibile la si trova nella chiesa di San Maurizio al Monastero, in corso Magenta al 15, in un affresco che rappresenta l’arca di Noè. Fra gli altri animali sono visibili anche una coppia di unicorni. Spesso a San Maurizio ci si entra per sbaglio, non sapendo che questa chiesa custodisce dei veri e propri tesori dell’arte. Definita da molti “la Cappella Sistina di Milano”, San Maurizio al Monastero ha pareti e soffitto decorati finemente, in un vero tripudio di dipinti e stucchi, opera di Bernardino Luini. Dove trovarla: Corso Magenta, 15

Chiesa protettrice dei surfisti 

Non si trova in qualche località di mare ma nel cuore del quadrilatero milanese, in via Montenapoleone. San Francesco di Paola – alla quale si accede entrando da un passaggio segreto, nascosto da un anonimo portone di legno al civico 22 – nasconde oltre l’ingresso un vero e proprio tesoro. La chiesa, con una particolare pianta a contrabbasso, è un inno allo stile Barocco e Rococò, piuttosto inusuale a Milano. A colpire, è il ricco altare in pietre dure e lapislazzuli, opera di Giuseppe Buzzi, e la pala raffigurante il santo, protettore della gente di mare e, pare, dei surfisti, visto che attraversò miracolosamente lo stretto di Messina, stendendo il suo mantello sull’acqua. Dove trovarla: Via Montenapoleone, 22

La casa dimezzata 

Un angolo molto intimo, quasi impossibile da percorrere in auto, tra viuzze conosciute dai milanesi e usate come scorciatoie per arrivare da Cadorna a via Dante, è quello  tra via Giulini e via Porlezza dove non solo c’è la Chiesa più “corta” di Milano, ma anche un piccolo anfiteatro e una casa dimezzata. Una vera e propria casa tagliata a metà in orizzontale, nella parte più alta. Dall’ingresso principale è visibile il numero civico, il cancello è quello originale e dalle sbarre si può osservare l’interno, oggi un parcheggio privato e poco curato. Dove trovarla: Via Giulini/Via Porlezza

La cripta della Chiesa di San Fedele 

Oggetto di un recente restauro, la celebre cripta opera dell’architetto Francesco Maria Richini riunisce opere antiche e contemporanee in cui il dialogo tra morte e vita è portato all’esasperazione. Vi si trova la croce gemmata del XV secolo che dialoga con l’installazione dell’Apocalisse di Jannis Kounellis (2012), in un continuo rimando tra redenzione e rivelazione, attraverso il sacrificio di Cristo. Nella cripta si trovano anche la Via Crucis e un fregio di Lucio Fontana (1957); una statua marmorea di prelato giacente, dello scultore lombardo Bambaia (prima metà del XVI secolo); due pannelli dell’artista irlandese Sean Shanahan. Dove trovarla: Piazza San Fedele

Autoricambi di via Pergola 

Passeggiando tra le caratteristiche vie di Isola, uno dei primi quartieri milanesi a ospitare opere di street-artist locali e internazionali, si possono ammirare murales e graffiti che, come oltreoceano, hanno conquistato il titolo di opere d’arte infrangendo il grigiore della quotidianità e trasformando spazi milanesi in musei a cielo aperto.

Tra i più noti esempi della zona il negozio di autoricambi di via Pergola, i cui muri ospitano, dal 2006, interventi di noti street artist come Microbo, El Gato Chimney, Ryan Spring Dooley, Ozmo e Zibe. Dove trovarlo: Via Pergola

Per chi fosse interessato a seguire questo tour insolito, ma affascinante, il contatto è info.NYXMilan@leonardo-hotels.com