noi donne e mamme

I miei primi 40 anni

Credo di poterlo fare, ora. In fin dei conti 40 anni portano ad una prima tranche di bilanci, no? Bene, allora penso che sia il caso di mettermici anche io. Sono nata 40 anni fa, un giovedì, alle 15.35. Capricorno ascendente Cancro, per chi ci crede. Il capitolo sulla mia nascita lo salto a piè pari, per non tediare nessuno.

A cosa servano i bilanci non è che lo sappia bene. Secondo me è un modo di tirare le somme e cercare di capire se, in un determinato arco di tempo, quelli che erano sogni e velleità chiuse in un cassetto hanno preso il volo oppure no. Non parlo solo di realizzazione effettiva, ma anche di pallidi tentativi.

A tal proposito, mi ricordo ancora quando da bambina ho individuato quello che avrei voluto fare da grande. “Da grande” era, allora, una dimensione improbabilmente collocata nel tempo. Non pensi all’età quando sei piccola o molto giovane. Pensi solo a qualcosa che verrà “poi”.

Bene, io ho sempre e indiscutibilmente voluto scrivere. Quindi, uno dei miei sogni nel cassetto (e velleità professionale) ha sempre avuto uno strettissimo collegamento con le parole. Devo fare un bilancio su questo desiderio? Ce l’ho fatta. E mi rendo conto che, dicendolo e ammettendolo, mi inserisco di diritto nell’elenco delle persone fortunate.

Ho sudato, pianto, mi sono sconfortata ai primi “no”, ho gioito dei primi successi, mi sono emozionata la prima volta che ho letto il mio nome a firma di un articolo. A dir la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, mi emoziono ancora. Lo giuro.

Il cammino è stato lungo e non semplice. Ma sapete una cosa? Sebbene sia solo una delle tante che scrivono (e probabilmente non vincerò mai il Premio Pulitzer), una delle tante che ha faticato e una delle tante che non diventerà mai famosa, mi reputo comunque estremamente fortunata. Perché faccio qualcosa che mi piace, con costante passione ed eterna gratitudine per averne avuto l’opportunità.

Ricordo ancora quella docente all’Università che mi domandò “cosa vuoi fare da grande?”. Risposta: “la giornalista”. La sua replica fu “E’ un’illusione. E’ come la canzone di Morandi… uno su mille ce la fa, anche meno in questo caso”. Be’, quella docente la voglio ringraziare.

Perché, anziché scoraggiarmi, mi ha dato la forza, la tenacia e la testardaggine di andare avanti comunque. Nonostante lo sconsiglio a proseguire. Nonostante gli ostacoli. Nonostante tutto. Sempre e comunque avanti.

Ciò detto, visto che è tempo di bilanci, merita un posto d’onore anche la maternità. Fortemente voluta. Altrettanto fortemente sofferta. Credo che diventare madre, per chi lo desidera, sia una delle esperienze più forti, belle, scombussolanti e folli che ci siano. Lo dice anche il titolo (nuovo) del blog: chi vive il Lato G della vita (da leggere sia come gravidanza, che come gemelle, ma anche come un milione di altre cose!) sa quanto la propria esistenza venga sconvolta in un amen. Ma diventa più bella, piena, interessante, gioiosa ogni giorno che passa.

Ho un altro sogno, nel mio personale cassetto dei desideri. Siccome però sono anche un filino superstiziosa, lo tengo per me. Inutile dirvi che, come sempre, ha a che vedere con la scrittura…

Chissà che questi primi 40 anni non portino con loro anche la realizzazione di questa velleità. Nel caso, comunque, ve lo racconterò tra altri 40 anni. Sempre se il blog esisterà ancora 🙂

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Alla scoperta di una Milano insolita

Itinerari fuori dalle rotte più conosciute, ma altrettanto interessanti e di charme. Tutti da scoprire, con NYX Hotel.

Che siano artistici, culturali, lontani dai circuiti d’arte più classici, poco importa. Perché Milano non è solo Duomo, Via Montenapoleone, Piazza Castello & Co. E ve lo dice una torinese incallita, profondamente innamorata della sua città natale, che ha però imparato, piano piano, ad appassionarsi anche alla capitale meneghina. E qui vi spiego perché (e cosa dovreste assolutamente vedere), a partire dall’art hotel di Piazza IV Novembre.

Milano si è aggiudicata il premio di città più vivibile, secondo una classifica stilata e diffusa da Il Sole 24 Ore. Ho stentato a crederci, ma questo risultato è stato pubblicato davvero. Poi, ripensando ad alcune location, punti di interesse storico e bellezze nascoste, molte delle quali considerate minori o, peggio ancora, dimenticate, ho pensato che, tutto sommato, ci sono angoli di Milano assolutamente vivibili. Sulla bellezza, poi, non si discute. I seguenti itinerari sono stati inaugurati da  NYX Hotel Milan: sono tour di “alternative art”, come vengono definiti.

L’hotel (parte del gruppo Leonardo Hotels), inaugurato lo scorso giugno 2017 e caratterizzato dalla galleria diffusa delle opere dei più importanti street artist italiani, accompagna visitatori e curiosi a scoprire quindi luoghi segreti, alcuni in centro, altri custoditi in periferia, caratterizzati tutti da un “fattore wow”. Perdersi tra le vie meno trafficate e mettere il naso tra i cortili e negli androni di palazzi severi è una delle uniche bussole

Cascina Pozzobonelli 

Chicca che pochi conoscono è la Cascina Pozzobonelli, un gioiello dai mattoni a vista incastonato tra una fermata dei taxi e un locale notturno nei pressi della Stazione Centrale. Costituita originariamente nel XV secolo come una casa padronale, sorgeva in aperta campagna e la storia ne attribuisce la paternità al Bramante. Della residenza si sono conservati (causa demolizioni dovute a motivi viabilistici ad inizio XX secolo) parte del porticato e la cappella a forma di edicola, in cui sopravvivono alcuni affreschi della scuola di Donato Bramante. Curiosità: nella ricostruzione del Castello Sforzesco di oggi l’architetto e storico Beltrami si basò su uno degli affreschi custoditi al suo interno. Nell’odierno Castello Sforzesco oggi c’è dunque un po’ della Cascina Pozzobonelli. Dove trovarla: Via Andrea Doria, 4

Casa Cicca 

Al 105 di via Ascanio Sforza a Milano, sul Naviglio Pavese, c’è una casa di ringhiera piena di piccoli appartamenti. Uno di questi, al piano terra, è Casa Cicca, la base del collettivo Traslochi Emotivi. Nata il 12 dicembre 2012, la casa è diventata la residenza ufficiale per artisti e viaggiatori in cerca di un appoggio, disposti a lasciare una traccia del loro passaggio… sotto qualsiasi forma! Sì, perché in ogni angolo di Casa Cicca sono conservate testimonianze, regali, scambi d’artista che Giulia Currà, ideatrice del progetto, ha avuto con Fornasetti, Jenny Holzer, Pasquale Leccese, Marlene Dumas, Chinatown Soup, Andreas Schulze e dozzine d’altri ancora. Dove trovarla: Via Ascanio Sforza, 105

Fornace Curti 

Le sue origini risalgono al 1400 quando, al servizio degli Sforza, produsse le formelle per la Certosa di Pavia e per l’ospedale Maggiore. Nel corso dei secoli, dalle colonne di San Lorenzo, cambiando diverse sedi, è arrivata all’indirizzo odierno, in via Tobagi, ma è rimasta l’unica fornace ancora attiva a Milano per la lavorazione dell’argilla. E non solo. È anche un luogo calmo e tranquillo nel quale rifugiarsi per godere di un momento di relax data la sua configurazione particolare che la rende simile a un mini borgo dentro la città dove si intersecano cortili e laboratori. Dove trovarla: Via Walter Tobagi, 8

Casa 770 

Al numero 35 di via Carlo Poerio si trova un edificio anche nominato come “l’olandese” per le linee architettoniche che richiamano le abitazioni dei Paesi Bassi. La sua storia è curiosa: l’abitazione è infatti una delle riproduzioni della “casa 770”, edificio dell’Eastern Parkway di Brooklyn che fu la casa del rabbino Yoseph Yitzchok Schneerson, giunto dall’Europa per sfuggire alle persecuzioni naziste. Nel 1951 la casa andò in eredità al genero, il rabbino Menachem Mendel Schneerson e da lì si iniziò a considerarla un vero e proprio luogo sacro e a riprodurla in tutto il mondo. Oggi esistono esempi identici in Canada, Israele, Brasile, Argentina, Stati Uniti e Australia, ma l’unica Casa 770 in Europa occidentale si trova proprio a Milano. Dove trovarla: Via Carlo Poerio 35

Lo studio di Achille Castiglioni 

Dopo la morte di Achille Castiglioni nel 2002, un accordo tra gli eredi Castiglioni e la Triennale ha dato origine allo Studio Museo Achille Castiglioni, che racchiude le stanze in cui, per decenni, sono nati e hanno preso vita i suoi progetti, dove sono conservati i prototipi e i modellini, i tecnigrafi e la collezione di “oggetti anonimi” che Castiglioni ha raccolto durante la sua vita. Lo studio è aperto per raccontare il lavoro, e soprattutto l’approccio unico, di Castiglioni al mondo degli oggetti. Dove trovarlo: Piazza Castello, 27

Chiesa di San Maurizio al Monastero e i suoi unicorni 

Gli unicorni esistono e a Milano la prova tangibile la si trova nella chiesa di San Maurizio al Monastero, in corso Magenta al 15, in un affresco che rappresenta l’arca di Noè. Fra gli altri animali sono visibili anche una coppia di unicorni. Spesso a San Maurizio ci si entra per sbaglio, non sapendo che questa chiesa custodisce dei veri e propri tesori dell’arte. Definita da molti “la Cappella Sistina di Milano”, San Maurizio al Monastero ha pareti e soffitto decorati finemente, in un vero tripudio di dipinti e stucchi, opera di Bernardino Luini. Dove trovarla: Corso Magenta, 15

Chiesa protettrice dei surfisti 

Non si trova in qualche località di mare ma nel cuore del quadrilatero milanese, in via Montenapoleone. San Francesco di Paola – alla quale si accede entrando da un passaggio segreto, nascosto da un anonimo portone di legno al civico 22 – nasconde oltre l’ingresso un vero e proprio tesoro. La chiesa, con una particolare pianta a contrabbasso, è un inno allo stile Barocco e Rococò, piuttosto inusuale a Milano. A colpire, è il ricco altare in pietre dure e lapislazzuli, opera di Giuseppe Buzzi, e la pala raffigurante il santo, protettore della gente di mare e, pare, dei surfisti, visto che attraversò miracolosamente lo stretto di Messina, stendendo il suo mantello sull’acqua. Dove trovarla: Via Montenapoleone, 22

La casa dimezzata 

Un angolo molto intimo, quasi impossibile da percorrere in auto, tra viuzze conosciute dai milanesi e usate come scorciatoie per arrivare da Cadorna a via Dante, è quello  tra via Giulini e via Porlezza dove non solo c’è la Chiesa più “corta” di Milano, ma anche un piccolo anfiteatro e una casa dimezzata. Una vera e propria casa tagliata a metà in orizzontale, nella parte più alta. Dall’ingresso principale è visibile il numero civico, il cancello è quello originale e dalle sbarre si può osservare l’interno, oggi un parcheggio privato e poco curato. Dove trovarla: Via Giulini/Via Porlezza

La cripta della Chiesa di San Fedele 

Oggetto di un recente restauro, la celebre cripta opera dell’architetto Francesco Maria Richini riunisce opere antiche e contemporanee in cui il dialogo tra morte e vita è portato all’esasperazione. Vi si trova la croce gemmata del XV secolo che dialoga con l’installazione dell’Apocalisse di Jannis Kounellis (2012), in un continuo rimando tra redenzione e rivelazione, attraverso il sacrificio di Cristo. Nella cripta si trovano anche la Via Crucis e un fregio di Lucio Fontana (1957); una statua marmorea di prelato giacente, dello scultore lombardo Bambaia (prima metà del XVI secolo); due pannelli dell’artista irlandese Sean Shanahan. Dove trovarla: Piazza San Fedele

Autoricambi di via Pergola 

Passeggiando tra le caratteristiche vie di Isola, uno dei primi quartieri milanesi a ospitare opere di street-artist locali e internazionali, si possono ammirare murales e graffiti che, come oltreoceano, hanno conquistato il titolo di opere d’arte infrangendo il grigiore della quotidianità e trasformando spazi milanesi in musei a cielo aperto.

Tra i più noti esempi della zona il negozio di autoricambi di via Pergola, i cui muri ospitano, dal 2006, interventi di noti street artist come Microbo, El Gato Chimney, Ryan Spring Dooley, Ozmo e Zibe. Dove trovarlo: Via Pergola

Per chi fosse interessato a seguire questo tour insolito, ma affascinante, il contatto è info.NYXMilan@leonardo-hotels.com

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Il viaggio intorno al mondo di Babbo Natale

Che ogni anno Babbo Natale lasci la sua casa (a Rovaniemi, Finlandia), per il tradizionale giro del mondo a bordo della sua scintillante slitta, è cosa nota. Che, però, abbia cominciato ad affidarsi alle nuove tecnologie per mostrare ai “fan” la sua partenza dal Circolo Polare Artico, forse non è cosa altrettanto nota.

Ecco quindi che, il 23 dicembre (alle ore 19, ora finlandese) è un’ulteriore data da segnare in agenda.

Sì, perché la partenza di Babbo Natale verrà mostrata in mondo visione! Per seguirne l’inizio del viaggio, sarà sufficiente collegarsi al profilo YouTube ufficiale di Rovaniemi (a questo link).

In attesa di seguire la grande partenza, comunque, si può cominciare a sbriciare le mosse di Babbo Natale guardando il video che mostra come si sta preparando alla sua prossima fatica.

Babbo Natale si prepara alla sua prossima fatica intorno al mondo!

Alcune curiosità su Babbo Natale e sulla sua dimora.

  • La casa originale di Babbo Natale si troverebbe sulla misteriosa montagna di Korvatunturi (“La montagna ad orecchio”) nella Lapponia finlandese. Dato che il posto preciso è segreto e conosciuto solo da pochi, nel 1985 decise di aprire un ufficio a Rovaniemi, la capitale della Lapponia. A Rovaniemi è stato assegnato lo status di residenza ufficiale di Babbo Natale nel 2010.
  • Rovaniemi fu quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Eleanor Roosevelt, la moglie del presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt, nel 1950 in visita a Rovaniemi per assistere al processo di ricostruzione, voleva anche includere nel suo viaggio una tappa al circolo polare artico. Fu allora che alcuni funzionari di Rovaniemi si precipitarono a costruire un bungalow a otto chilometri a nord della città. Questo bungalow ha segnato la nascita del Villaggio di Babbo Natale e si trova ancora oggi vicino all’ufficio postale di Babbo Natale.
  • Dal 1985 ad oggi Babbo Natale ha ricevuto 15 milioni di lettere da 198 paesi. Nel suo ufficio postale sono sempre presenti gli elfi, instancabili e preziosi aiutanti, che accolgono i visitatori.

In attesa, quindi, di assistere alla partenza della slitta, godetevi il video che racconta i suoi preparativi. Per maggiori informazioni sulla destinazione visitare i siti www.visitfinland.com/it e www.visitrovaniemi.fi/it

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A Mantova per il Thun Winter Village

Lo scorso 8 dicembre siamo stati a Mantova per un weekend breve, ma intenso. Dal punto di vista delle visite, tutto perfetto: Mantova si gira facilmente a piedi, oppure ci si può spostare con i pullman turistici (gratuiti) che raggiungono i principali spot di interesse. Le Gem nel primo pomeriggio di sabato e domenica hanno manifestato segni di cedimento, ma in un modo o nell’altro, ce la siamo cavata egregiamente. 

Inutile dire che i motivi per i quali abbiamo scelto questa destinazione sono tutti validissimi: la vicinanza da casa, i musei e i palazzi da visitare (questo più per me che per i miei accompagnatori) e l’imperdibile Thun Winter Village, il mercatino di Natale promosso dal famoso brand (che, per altro, adoro da secoli).

Siamo arrivati a Mantova dopo circa due ore di viaggio (attenzione a percorrere il tratto di strada normale… è un colabrodo che rischia di farvi saltare ammortizzatori e gomme), sosta all’Autogrill compresa. Siccome era l’ora di pranzo, siamo andati subito a cercare un posto che avevo già adocchiato su internet per recensioni e menù proposti: l’Antica Hosteria Leoncino Rosso, nel cuore del centro cittadino. I piatti proposti sono tutti della tradizione mantovana, ottimi e gustosi, e i prezzi sono davvero onesti. Lo staff, poi, aggiunge quel tocco di calda ospitalità che non è così scontato trovare in giro per l’Italia. Se vi capiterà di passare, ordinate un primo, magari gli agnoli al sugo di carne o gli irrinunciabili tortelli di zucca. Il dolce da scegliere, ovviamente, dovrebbe essere la sbrisolona. Un consiglio: prenotate in anticipo perché il locale è piccolino e rischiate di non riuscire a sedervi. (Via Giustiziati, 33 – Tel. 0376 323277 – pagina Facebook.com/leoncinorosso/).

Dopo il pranzo, siamo ripartiti in direzione Piazza Sordello, dove si trovano gioielli come Palazzo Ducale (nostra prima tappa) e il Duomo di San Pietro

Palazzo Ducale è un edificio enorme (950 tra stanze e studioli!) arricchito da giardini rinascimentali, pensili, corti, cortili. E’ l’interno, però, che più affascina, con i saloni enormi, con camini decorati e soffitti a cassettoni preziosi. Residenza dei duchi di Mantova, i Gonzaga, ogni sala racconta qualcosa dei personaggi che l’hanno vissuta (come, per esempio, lo studiolo di Isabella, colmo di affreschi eleganti e armadi intarsiati). La visita dura circa un’ora (a passo di Gem, ovviamente, che dopo un po’ erano stufe…), il biglietto d’ingresso per i bimbi è gratuito, mentre per gli adulti costa 14 €, gratuito la prima domenica di ogni mese. Finita la visita a Palazzo Ducale ci siamo mossi, direzione Thun Winter Village! Proprio davanti al parco che lo ospita, affacciato su Piazza Virgiliana, si trova un ampio parcheggio a pagamento (attenzione, si paga sempre, anche nei giorni festivi) comodissimo e praticamente ignorato da tutti. Qui abbiamo passeggiato tra i 50 chalet di legno che vendono di tutto un po’: da street food a giocattoli, da liquori e grappe ad oggettini di artigianato. Ma la vera chicca è la Casa Thun, un’esposizione temporanea di oggetti del famoso marchio, a prezzi scontati. Nel centro del parco, infine, si trova una grande pista di pattinaggio sul ghiaccio, mentre appena fuori dal centro verde si può prendere il trenino rosso di Natale per fare un caratteristico viaggio nelle vie del centro città. Il Thun Winter Village è aperto tutti i giorni fino al 26 dicembre.

Dopo la visita al Palazzo Ducale e al Thun Winter Village, ci siamo diretti all’hotel. Ho scelto di prenotare l’Hotel La Favorita 4* per molti motivi. Il più importante è che propongono un Pacchetto Family Bimbi Gratis pensato apposta per le famiglie comprensivo di: camera deluxe enorme (con divano letto e letto matrimoniale), acqua gratuita in camera, cena del sabato (alla carta!) per 4 persone, bimbi gratis, colazione e omaggio ai piccoli ospiti il giorno della partenza. Costo del pacchetto da 198 € (molto dipende dalla notte che si trascorre in hotel, durante il weekend il prezzo sale). Il personale cordiale, la torta sbrisolona regalataci alla partenza e la comodità della posizione, facilmente raggiungibile da Milano, hanno fatto il resto.

Domenica, ultimo giorno di visite intense, abbiamo fatto un giro nel centro storico, visitando la Rotonda di San Lorenzo, meravigliosa chiesetta a pianta circolare, oltre che monumento più antico della città (epoca medievale) che si affaccia su Piazza delle Erbe, per poi dirigerci verso Palazzo Te. Imponente edificio di epoca rinascimentale, qui sono custodite diverse collezioni artistiche (reperti Egizi, Mesopotamici, Gonzagheschi) e vi si ammirano meravigliose sale riccamente decorate. Attraversando i giardini, poi, si raggiunge una piccola, ma preziosa dependance, l’Appartamento del Giardino Segreto, con superbi affreschi e decori a grottesche. L’ingresso a Palazzo Te costa 12 € e nel prezzo è compreso anche l’ingresso a Palazzo San Sebastiano che si trova esattamente di fronte. La visita qui è durata molto meno, sia per le dimensioni ridotte della location, sia per la sopportazione delle Gem, arrivata al punto di rottura. Avrei voluto includere anche una tappa alla Casa del Mantegna, ma non mi è stato possibile. Meglio, così ho una scusa per tornarci!

A fine visite, siamo tornati in centro città per il pranzo. Il locale scelto, che vi consiglio caldamente, è il Finis Terrae, nella centralissima Piazza Sordello, proprio di fronte a Palazzo Ducale. Visto dall’esterno può spaventare (nel senso che si immagina sia un locale carissimo, considerato che la location che lo ospita è il palazzo cinquecentesco conosciuto come Ca’ degli Uberti, elegantemente affrescato…). In realtà i prezzi sono più che onesti, i piatti squisiti e il personale di sala, così come il proprietario, aggiungono un tocco di calore all’ospitalità eccellente. Il costo a persona, se si ordina un antipasto, un primo, un secondo e il dolce, bevande escluse, parte da 30 €

Per maggiori informazioni sulla città visitare il sito dell’ente del turismo alla pagina Turismo.mantova.it

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Piccolo, ma affascinante: il mercatino di Natale di Kufstein (Austria)

Kufstein, gioiello austriaco, ospita i tradizionali mercatini fino al 23 dicembre

E’ una cittadina piccola, affacciata sul fiume Inn, che si gira tranquillamente a piedi. Nonostante le dimensioni contenute, comunque, Kufstein racchiude in sé diversi punti di interesse davvero notevoli, incastonati tra le strette stradine acciottolate del centro città. A partire dalla Römerhofgasse, una delle viuzze storiche più belle, contornata da edifici antichi, case tipiche e negozietti. E’ proprio qui che si impone la prima sosta, magari per un aperitivo (ma non aspettatevi canapè o simili, qui se si beve, lo si fa sul serio…): allo Stollen 1930, il più grande gin bar al mondo, ricavato all’interno di una caverna scavata a mano nella roccia, sono conservate oltre 800 etichette di gin provenienti da tutto il mondo.

Dopo aver sorseggiato, tra gli altri cocktail, un Cosmopolitan 1934 (dove, nemmeno a dirlo, al posto della vodka c’è il gin), non c’è nemmeno bisogno di camminare troppo per cenare. Basta, infatti, attraversare il locale ed entrare nell’attiguo ristorante, l’Auracher Löchl, un locale che si snoda lungo tutto il palazzo. Gettonatissimo dai locali (ecco perché è meglio prenotare prima), i piatti forti da provare sono le tapas tirolesi, i Käsespätzle,  il soufflé Salzburger Nockerl, tra gli altri. Ottime, infine, anche le insalate. Anche il prezzo, poi, è di tutto rispetto: i menu completi costano da 37 €, bevande escluse.

Sempre in questa via, poi, si trova un meraviglioso e romantico hotel ricavato all’interno di un edificio storico, le cui camere portano i nomi di diverse città e località del mondo, da Venezia a Parigi, da Amburgo all’Australia. E’ il Boutique Hotel Träumerei #8 ideale per le coppie, non solo per l’atmosfera che vi si respira, ma anche per la possibilità fornita dall’hotel di cenare, a lume di candela, nel ristorante più piccolo del mondo. Il Bridge Restaurant (sito proprio dentro un piccolo passaggio che collega l’hotel all’edificio di fronte) sovrasta la via Römerhofgasse dall’alto, ma è riparato da sguardi indiscreti. Il costo delle camere, a notte, con colazione inclusa, parte da 145 €. La camera più gettonata, comunque, è la numero 69 (Bridge Room) che va prenotata in abbinamento alla cena romantica presso il Bridge Restaurant. La chicca in più di questa stanza? La jacuzzi e il letto king size. Il pacchetto camera+cena costa da 348 €.

Kufstein, inoltre, è natura, storia, cultura. Per trascorrere un weekend anche all’insegna delle visite, in cui combinare bellezze del passato e mercatini natalizi, si deve fare tappa alla Fortezza, di epoca medievale, che svetta dall’alto sulla città. E’ proprio al suo interno che, ogni anno, vengono organizzati i tradizionali mercatini di Natale. Qui, tra mostre, concerti, prigioni e l’imperdibile Organo degli Eroi (l’organo a cielo aperto più grande del mondo, con oltre 4.000 canne) che suona tutti i giorni alle ore 12, lo stupore e la meraviglia sono assicurati. Per pranzo, poi, ci si può fermare al Ristorante Festungswirtschaft, dentro la fortezza, per assaggiare piatti tradizionali in un ambiente storico eccezionale. Il costo del biglietto d’ingresso è di 10,50 € in inverno e 12 € in estate. La Fortezza è aperta tutti i giorni.

Spostandosi nel centro cittadino, poi, si trovano altre casette di legno che arricchiscono il secondo mercatino di Natale della città. Qui le opportunità per acquistare strenne insolite sono davvero molteplici: dagli oggetti di legno alle cover per cellulari (rigorosamente fatte a mano), dai berretti caldi e variopinti alle tradizionali palline di Natale in vetro soffiato. Su un palco, poi, si alternano suonatori di cornamusa e cantori di arie natalizie, che regalano un’ulteriore magia al parco addobbato a festa. Infine, per riscaldarsi e ritemprarsi, vale la pena fermarsi presso una delle casette di legno che distribuiscono bevande calde, alcoliche e non, in originali tazze di porcellana dipinte con soggetti legati alla città. L’ingresso è totalmente gratuito e, per i più piccolini, ci sono a disposizione sia una giostra che un trenino che viaggiano non-stop.

Dove dormire: oltre al boutique hotel già citato, un’eccellente soluzione è quella di prenotare l’Arte Hotel di Kufstein, idealmente collocato nei pressi dell’area pedonale (dalla quale si accede alla Fortezza). Elegante e minimal, la camera doppia costa a partire da 165 € a notte, colazione compresa.

Maggiori informazioni: visitare il sito turistico ufficiale del Kufsteinerland alla pagina Kufstein.com/en/

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L’ufficio postale di Babbo Natale

Dov’è, quando scrivere la letterina e come farsi rispondere

Chi sapeva che Babbo Natale ha il suo ufficio postale personale? Non l’ufficio in cui arrivano le comunicazioni per tutti, ma proprio uno suo! Si trova in Lapponia, Finlandia, ed è personalmente gestito dai suoi piccoli aiutanti, gli elfi.

Babbo Natale nel suo ufficio

Ecco quindi che, se i vostri bambini non vedono l’ora di scrivergli la letterina con tutti i doni che desiderano ricevere per Natale, è necessario farlo subito, così che gli aiutanti di Babbo Natale possano lavorarci come si deve e che lui riesca a leggerla con attenzione prima che la sua slitta, capeggiata dalla mitica renna Rudolf, parta per il giro del mondo.

L’ufficio postale, situato nel Villaggio di Santa Claus a Rovaniemi, in Finlandia, è una delle magiche attrazioni che i fortunati turisti in visita possono apprezzare di persona. Aperto tutti i giorni dell’anno, qui Babbo Natale riceve una media di circa 500.000 lettere provenienti da ogni angolo del pianeta. 

Inoltre, una curiosità che forse non tutti sanno (e che Babbo Natale ha rivelato) è che non solo i bambini gli scrivono, ma anche politici e star della musica e del cinema… 

Quindi, per le mamme che vogliono fare un doppio regalo ai propri piccoli, l’indirizzo cui mandare la letterina è:

Santa Claus
Santa Claus’ Main Post Office
Tähtikuja 1
96930 Arctic Circle
Finland

Il regalo sarà doppio perché, se si vuole, è possibile ricevere da Babbo Natale una risposta, scritta di suo pugno, affrancata con un francobollo a tema natalizio e con il timbro postale del Circolo Polare Artico!

Babbo Natale sulla sua slitta trainata dalla renna Rudolf

Inoltre, dentro ogni lettera di risposta, Babbo Natale inserisce un certificato di presa consegna delle richieste del bimbo/a (indirizzando la letterina proprio a lui/lei) e una cartolina da colorare.

Come fare per avere la risposta

La lettera di Babbo Natale si può prenotare online (cliccando qui) e costa 8,90 € (non vengono addebitati costi di gestione né di spedizione, a meno che non vengano ordinati altri prodotti).

Per maggiori informazioni sulla destinazione e ulteriori spunti che, magari, vi invoglieranno a prenotare la vostra prossima vacanza proprio qui, in Lapponia, visitare il sito ufficiale alla pagina www.lapland.fi

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Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90

C’è sempre un momento in cui, nonostante non sia tempo di bilanci, ti volti indietro e ricordi com’eri, cosa facevi, come ti divertivi. E paragoni la tua vita di allora con quella di chi è giovane oggi. Ti sembra impossibile che le cose siano cambiate così velocemente e che alcune cose che per te, che eri giovane/piccola negli anni ’90, erano scontate, divertenti e addirittura incredibili, per chi è giovane/piccolo adesso sembrano reperti dell’antica preistoria. Le Gem sanno già usare (da un bel po’) smartphone e tablet. Le piccole dita scorrono lo schermo veloci e sicure, come se non avessero fatto altro già ben prima di nascere.

Io mi ricordo quando uscirono i primi touch-screen (che per inciso davano appena la possibilità di ingrandire le immagini e poco più): cercavo di usarli con disinvoltura, ma ero più imbranata di una foca. Ma come me, lo erano quasi tutti.

Non solo telefonia, però, ma tante altre cose mi ricordano la mia adolescenza. Un periodo vissuto tra mille no e qualche sì, col piede che cercava sempre di stare sull’acceleratore e i rapporti personali che erano veri e, soprattutto, ti coinvolgevano necessariamente in un faccia a faccia inevitabile.

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, non avevamo il cellulare. Se volevi chiamare qualcuno, dovevi per forza usare il telefono di casa. Io lo tenevo occupato quel tanto che serviva per rivivere, con la mia migliore amica dell’epoca, tutta la giornata a scuola. Era un modo per decomprimere, anche. Se, poi, il telefono di casa ti veniva negato (o volevi avere un po’ di privacy in più), allora ti recavi alla cabina del telefono, sperando di avere gettoni abbastanza per le solite telefonate fiume. Gelide d’inverno e roventi in estate, i cubicoli della Telecom erano la nostra salvezza. Chissà quante ne hanno sentite, nel corso degli anni…

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, ci mettevamo d’accordo su orari e luoghi di appuntamenti in classe o appena fuori dalla scuola. E dovevamo ricordarci ogni particolare, perché dei gruppi whatsapp, all’epoca, non ci sognavamo né il nome né le potenzialità. Se per caso ti dimenticavi di qualcosa l’unica soluzione era chiamare sul telefono di casa qualcuno. Oppure richiedere dettagli il giorno dopo, a scuola.

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, quando andavamo in vacanza e volevamo conservarne dei ricordi, andavamo a comprare i rullini fotografici (da 36, come alcune compresse in farmacia). Le foto si scattavano con parsimonia e, soprattutto, non c’era mai la certezza che venissero bene. Niente photoshop né filtri né ritocchi. Come venivano, venivano. Scoprivi solo dopo se, per puro caso, avevi scattato una foto da Premio Pulitzer (rarissimo…) o se, più facilmente, avevi tagliato teste, gambe, braccia delle persone immortalate, perché il panorama dovevi farcelo stare tutto a forza nell’immagine, a discapito dei protagonisti del viaggio. E se, come spesso può accadere, qualcuno veniva fuori con la bocca storta, gli occhi chiusi o un po’ mosso, non c’era proprio niente che potessi fare. Ma, sopra ogni cosa, dei rullini fotografici ricordo che si aveva una sorta di abbuono sul numero effettivo degli scatti. Quindi, dopo la 24esima foto, si continuava a scattare sperando che le foto fatte sarebbero poi state effettivamente realizzate.

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, di politica non capivamo quasi niente e ci andava bene così. Avevamo ideali e tanto ci bastava.

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, siamo cresciuti con nomi come Eltsin, Jeffrey Dahmer, Saddam Hussein, Kuwait e Iraq. Ma anche con eventi di portata storica come la caduta del muro di Berlino, il Nobel a Gorbaciov e l’elezione di Nelson Mandela a vice presidente del Congresso Nazionale Africano. E potrei andare avanti così ancora con molti altri esempi di portata planetaria.

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, abbiamo vissuto i mondiali di calcio Italia ’90 sulle note di “Un’estate italiana”, convinti che la nostra squadra avrebbe vinto sicuramente. E poi è andata come sappiamo e i tedeschi si sono messi di mezzo un’altra volta,

Io che ero adolescente negli anni ’90, proprio quell’estate aspettavo che arrivasse un nuovo cuginetto (che si sarebbe poi chiamato Alessandro) e volevo assolutamente che mia zia lo chiamasse Nicola (in onore di Berti, controcampista della nazionale, di cui ero innamorata all’epoca). Perché noi, negli anni ’90 eravamo così: avevamo meno, ma ci divertivamo molto di più. E soprattutto lo facevamo insieme, senza schermi di mezzo.

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I migliori mercatini di Natale (in Italia e non)

Non c’è niente da fare, adoro il periodo natalizio, forse ancora di più quello pre-Natale. Le città cominciano ad illuminarsi a festa, l’aria si fa frizzantina, si inizia a pensare a quali doni fare e a chi. Ci avete mai fatto caso? Fare un regalo è molto più bello che riceverlo. C’è una maggiore partecipazione emotiva, nello scegliere una strenna per qualcuno. Ci si immagina la gioia nell’aprire il pacco e la sorpresa (magari positiva, magari no…) nello scoprire il contenuto.

Un’ottima idea, per scovare idee regalo carine, non troppo costose e artigianali, è quella di visitare uno (o più) degli innumerevoli mercatini che vengono organizzati ogni anno su e giù per lo Stivale, ma anche in Europa. Scopriamo allora insieme i migliori (e meno pubblicizzati) da segnare in agenda.

Noël au Bourg | Forte di Bard | Valle d’Aosta (8 dicembre – 6 gennaio 2019)

Schermata 2018-11-07 alle 13.16.50Il periodo delle festività natalizie nei comuni di Bard e Hône comincia la settimana dell’Immacolata Concezione con tante, incredibili proposte. A partire dalla mostra di presepi natalizi (oltre 30, realizzati in legno), rigorosamente artigianali, aperta tutti i giorni e con ingresso gratuito, per proseguire, sempre l’8 dicembre, con la Festa della Micòoula, a Hône, in cui viene proposto il tradizionale pane nero (dolce), precursore del più famoso panettone. In più, entrambi i borghi medievali saranno animati dai tradizionali mercatini ricchi di prodotti di artigianato locale, enogastronomici e tanti, simpatici spettacoli di gruppi folcloristici. Oltre all’atmosfera natalizia che vi si respirerà, una visita al Borgo di Bard sarà anche l’occasione per immergersi nella storia di un piccolo comune che ha visto il passaggio di personaggi come Napoleone, Cavour, Stendhal. Imperdibile, poi, è un giro al Forte, stupenda costruzione medievale prima e fortezza sabauda poi. L’ingresso al Forte di Bard è gratuito. Sono a pagamento, invece, gli ingressi ai vari musei ospitati al suo interno.
Dove dormire: se pensate di rimanere per il weekend, vi consiglio di prenotare l’Hotel Cavour et Des Officiers, ricavato all’interno delle sale che ospitavano la vecchia guarnigione, dentro le mura del Forte. Costo della camera matrimoniale, a notte: 110 €. Nel prezzo, oltre alla colazione, sono compresi gli ingressi ai musei e il parcheggio.

Mercatini di Natale | Santa Maria Maggiore | Piemonte (7-8-9 dicembre)

Schermata 2018-11-07 alle 14.47.43Da 20 anni, l’appuntamento con la magia del Natale ritorna nel piccolo borgo montano di Santa Maria Maggiore, insignito della Bandiera Arancione del TCI per la qualità eccelsa dei prodotti artigianali che, ogni anno, vengono proposti ai visitatori. 200 espositori, tradizionali casette in legno addobbate a festa, decorazioni natalizie, ceramiche, presepi fatti a mano sono solo alcune delle meraviglie che accoglieranno i turisti. Non mancheranno, poi, gli spazi dedicati alle eccellenze artigiane (raccolte in appositi chalet), specialità eno-gastronomiche, gruppi jazz e laboratori per i più piccini.
Dove dormire: il Dimora D’Artista B&B sito nel centro storico è una soluzione raffinata e comoda per visitare i mercatini. Costo della camera matrimoniale, a notte: 150 €.

Nel Castello di Babbo Natale | Castello di Frontone | Marche (2-8-9-16 dicembre)

23130859_140251409953362_7389488496066014659_nGiunto alla sua sedicesima edizione, l’appuntamento dei mercatini di Natale nel Castello di Frontone, splendida fortezza dell’anno 1000, torna ad appassionare e incantare i visitatori. Tutta la magia del Natale illuminerà il borgo medievale, tra vin brulé, musica, prodotti artigianali, casette in legno, dolci e… Babbo Natale! I bambini potranno lasciargli le letterine e farsi fotografare con lui. Il tutto, passeggiando nella storia racchiusa tra le mura e le stanze del maniero. Dove dormire: alla Locanda Del Castello, situata ai piedi della rocca su cui sorge la fortezza, gli ospiti troveranno cucina tipica con prodotti locali a KM0, un’atmosfera calda e accogliente e camere curate nei minimi dettagli. Costo della camera matrimoniale, a notte: da 70 €.

Mercatini di Natale | Cesenatico | Emilia Romagna (8-9-16-23-24-25-26 dicembre+1,6,13 gennaio 2019)

gallery-10La location è quella del lungo canale che, come da tradizione, viene illuminato a festa. Non solo bancarelle ricche di decorazioni, prodotti tipici, addobbi, creazioni artigianali e idee regalo, ma anche dolci tipici, vin brulé e altre leccornie tutte da assaggiare. Inoltre, non mancherà il classico Presepe galleggiante della Marineria, unico nel suo genere, preparato a bordo di antiche imbarcazioni. Un motivo in più per visitare questi mercatini? I concerti, gli eventi e i laboratori didattici organizzati durante i weekend per allietare grandi e piccolini. Dove dormire: a due passi dal lungo canale si trova il B&B Le Stanze di Leonardo che, secondo la leggenda, sorge nella dimora che anticamente ospitò Leonardo Da Vinci. 7 camere ottimamente arredate, ognuna a tema diverso, ma sempre con un evidente richiamo al Genio. Costo della camera matrimoniale, a notte: da 78 €.

Mercatini di Natale | Bruges | Belgio (tutti i giorni, fino al 1 gennaio 2019)

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Protagonista indiscusso di questi mercatini è il famoso (e bellissimo) centro storico di Bruges e più precisamene la Markt, la piazza del mercato. Mille luci colorate illuminano gli edifici che circondano l’area medievale, una pista di pattinaggio enorme attende gli appassionati dei pattini e tante, tantissime bancarelle propongono di tutto un po’: dai dolci alle specialità gastronomiche, dai prodotti artigianali alle decorazioni natalizie. Dove dormire: l’Hotel Acacia, 4 stelle, si trova a pochi passi dalla Markt e nel cuore del centro storico di Bruges. Le camere sono accoglienti e moderne, perfette per riposarsi dopo una lunga camminata. Costo della camera matrimoniale, a notte: da 104 €.

Mercatini di Natale | Lussemburgo (fino al 24 dicembre)

26583-resize-1170x1170x70Sono tra i più belli in assoluto, ma anche tra i meno menzionati. Eppure, per chi cerca l’atmosfera natalizia dei mercatini, quelli di Lussemburgo meritano davvero una visita. Nelle sue casette di legno e bancarelle si trova davvero di tutto: dagli abiti agli accessori, dai gioielli alle borse artigianali, dai decori alle delicatezze. Il tutto, snodato lungo tre location d’eccezione: la Place d’Armes, la Place de la Constitution e la Place de Paris. Molto più, quindi, che semplici mercatini, ma un vero e proprio villaggio del Natale. Mentre siete qui, inoltre, non mancate di provare la bevanda tradizionale Glühwäin (vino caldo) e alcune specialità come il Thüringer, Mettwurscht (salsicce tipiche del Lussemburgo) e i Gromperekichelcher (pancake di patate). Dove dormire: nelle vicinanze della Place d’Armes si trova il Grand Hotel Cravat, 4 stelle, con camere arredate in stile anni ’60 da un lato e sistemazioni iper-moderne e high-tech dall’altro. Perfetto per tutti i gusti. Costo della camera matrimoniale, a notte: da 100 €.

Ah, dimenticavo di dirvi che io quest’anno insieme alle #Gem visiterò i mercatini di Natale di Mantova. Ma di questi vi parlerò più avanti, dopo averli sperimentati di persona. 🙂

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Come proteggere i propri bimbi dal freddo

Siamo mamma italiane, questa è la premessa da fare. Per noi il freddo non è semplice freddo, ma gelo siberiano. Così come il caldo non è semplice caldo, ma canicola africana. Ciò detto, sebbene io faccia parte delle genitrici che guardano con ammirazione ai popoli del Nord (come Finlandia, Svezia, Norvegia, ecc.) dove i bambini vivono la maggior parte del loro tempo libero fuori casa, vestiti sì, ma non bardati come spedizionieri in marcia verso il Polo Nord, tuttavia mi ritrovo con due nonne che hanno sempre il terrore che le nipoti “prendano freddo”.

E che, per un soffio di vento, “si ammalino”. La gola deve essere coperta, la canottiera dovrebbe essere sempre indossata (anche in pieno agosto, con 40° all’ombra), le canottierine smanicate sono ammesse solo in rare occasioni e mai quando fuori ci sono meno di 28°.

Il freddo, di per sé, non fa male. Anzi, fortifica. Ma soprattutto, bambini ben vestiti, ma non in modo eccessivo, possono comunque godersi gli spazi all’aria aperta, con ampia libertà di movimento e la giusta copertura.

Ecco, quindi, una mini-guida dei capi da inserire nell’armadio, per sopravvivere alle rigidità invernali (e alle invettive dei nonni).

Il piumino caldo, ma leggero, di Sarabanda
Perfetto da usare tutti i giorni, ma con un guizzo elegante regalato dalla cintura in vita con fiocco, il piumino è in nylon, imbottito con ovatta, anti-goccia, foderato con morbida e caldissima eco-pelliccia. Anche il cappuccio, che si può staccare, è foderato in eco-pelliccia. Sotto, quindi, basta mettere una maglia in caldo cotone, senza aggiungere altri capi. Disponibile in due colori. Costo: 85,90 €.

Le magliette in caldo cotone di Mayoral
Pratiche, comode, calde e carinissime, le magliette del brand spagnolo sono tra le più amate dalle mamme. Quasi indistruttibili (e se ve lo dico io che ho a che fare con Attila e sua sorella, credeteci!), tengono benissimo i lavaggi sia come brillantezza dei colori che come stato del tessuto. Disponibili diversi colori. Costo: 18,95 € quella coi palloncini, 12,99 € quella con la stella.

I pantaloni felpati di Kiabi
Perfetti per uscire, ma anche per giocare in casa o per la scuola… insomma, vanno bene ovunque! Questi pantaloni, di cotone e viscosa, sono felpati all’interno (non garzati), hanno un comodo elastico in vita e una stella glam applicata sul davanti. Insomma, caldi sì, ma con stile. Costo: 6 €.

Le calze coccolose di Calzedonia
Che siano corte (quelle che preferisco) o lunghe, poco importa. Perché Calzedonia ha la soluzione carina, comoda e colorata per tutte le bimbe. Tanti i design proposti e le fantasia proposte e, con la consueta promozione prendi 5 paghi 4, il quinto paio è in regalo. Costo: 2,95 € il paio.

Gli stivaletti anti-freddo di Geox
Traspirante, caldo e con punta e talloni rinforzati, questi stivaletti sono perfetti per correre, giocare, camminare, senza rischi di cadute (la suola, in gomma, è antiscivolo). Rivestiti in calda fodera, proteggono dalle temperature rigide dell’inverno. Costo: da 79,90 €.

I cappelli, i guanti e le sciarpine di OVS
Cappello a cuffia con applicazioni glitter e motivo a orsetto, guanti modello mezze dita con motivo a panda e sciarpa coordinata al cappello. Caldissimi accessori, carini e pratici. Costo: 5,99 € sia il cappello che i guanti, 6,99 € la sciarpa.

 

idee regalo

Un’idea regalo originale

Mi sono imbattuta in questo sito per caso e l’ho trovato, oltre che carinissimo, anche molto originale. Etoilez moi è una piattaforma che permette di regalare una stella. Sì, avete capito bene, una stella. Ma non solo. La si può anche battezzare, scegliere la costellazione nella quale inserirla e ricevere a casa il certificato di acquisto.

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Si può acquistare una stella per festeggiare una nascita, un battesimo o un compleanno. Oppure la si può comprare per il proprio lui/la propria lei. Io, personalmente, ho deciso di dedicarne una al mio papà, che da lassù mi protegge, consiglia e segue da oramai quasi 26 anni.

 

 

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E’ così che, andando sul sito, a questo link ho scelto uno degli astri più lucenti, l’ho posizionato nella Costellazione dell’Unicorno, e l’ho battezzato Franco. In pochissimo tempo ho ricevuto il Certificato di battesimo personalizzato e la mappa astronomica che mi consente, quando guardo il cielo, di individuare quella che ho chiamato come il mio papà.

Sul sito, inoltre, è possibile fare la stessa cosa anche per quegli amici a quattro zampe che abbiamo tanto amato e che non sono più con noi. Può sembrare sciocco ai più, io invece lo trovo un pensiero ed un gesto molto carino nei confronti di chi non c’è più. Alzando gli occhi al cielo, si avrà sempre la sensazione che quella stella che tanto scintilla sia la stessa che abbiamo scelto e battezzato in onore di qualcuno, sia esso una persona o il proprio amico fedele.

Tra poco, oltre a quella già “acquistata” e battezzata, ne comprerò ancora due per le mie #Gem. Sì, perché sul sito c’è la possibilità anche di battezzare due stelle vicine, il regalo perfetto per celebrare un’unione speciale come è quella tra sorelle gemelle! Qui ci sono sia le stelle gemelle che quelle per bimbi “singoli”, ma anche astri tutti per noi.

Pensavo, tra l’altro, di aver scoperto qualcosa di nuovo e invece ho poi scoperto che in America regali di questo tipo spopolano già da diversi decenni. L’International Celestial Repertory è un registro ufficiale attraverso il quale si possono identificare le stelle (e le coordinate astronomiche) ed è stato creato negli USA nel 1980. A partire da quella data, quindi, è stato possibile scegliere un astro e battezzarlo, ottenendo poi una carta d’identità specifica per ogni stella, così da renderla non solo unica, ma anche facilmente riconoscibile nella volta celeste.

L’idea è piaciuta così tanto che non solo persone comuni come me hanno scelto di comprarne una, ma anche diverse star a stelle e strisce hanno battezzato degli astri col loro nome. Qualche esempio? Madonna, Kate Winslett, Lady Diana e Michael Jackson.

Per chi è interessato, il link da esplorare è Etoilez moi_regali. I prezzi partono da 39 € e si riceve comodamente a casa il certificato di registrazione della stella battezzata presso l’International Celestial Repertory, la mappa astronomica per localizzare la vostra stella, il fascicolo del vostro battesimo di una stella emesso dall’ICR e una poesia personalizzata. Questa, per altro, è la mia…

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