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La festa delle donne insegnata alle Gem

Care Ludo e Vero, prima o poi arriverà quel momento in cui, l’8 marzo, vi chiederete perché sia la giornata della festa delle donne. Capiterà, ma magari no. Magari, quando crescerete, questa nostra società sessista sarà cambiata e si sarà evoluta tanto da non festeggiarla più.

Magari, i prossimi 8 marzo, si festeggeranno la fine dei femminicidi, la scomparsa delle questioni di genere, la parità salariale, l’happy ending delle quote rosa. Magari no. E allora, nel dubbio, care Ludo e Vero, vi spiego qui cos’è per me la festa delle donne e cosa reputo dovrebbe essere.

La giornata delle donne dovrebbe essere tutto l’anno. Dovrebbe essere una conquista dei più elementari diritti umani. Le donne dovrebbero poter esprimere le proprie opinioni (in casa, in aula, in politica, sul luogo di lavoro…) senza per questo essere messe in ridicolo, sbeffeggiate, derise, insultate, malmenate.

Le donne dovrebbero poter uscire di casa vestite come diavolo pare a loro e non con il terrore che, se l’orlo della gonna sale troppo, si rischia di essere aggredite.

Le donne dovrebbero poter ricoprire quei ruoli di responsabilità che meritano, siano essi come manager di aziende, o come amministratori delegati, o presidentesse o qualsiasi altro ruolo sia confacente alle donne, sulla base di studi, capacità, professionalità, esperienza.

Le donne dovrebbero poter decidere in piena autonomia e serenità se stare con una persona oppure no. Senza rischiare lanci di acido, accoltellamenti, pistolettate, appostamenti, chiamate in piena notte, messaggi sgraditi, uccisioni.

Le donne dovrebbero poter essere considerate semplicemente esseri umani, con uguali diritti e uguali doveri degli uomini. Perché o si inseriscono le quote blu in quegli ambiti prettamente femminili (mi viene in mente, per esempio, la scuola primaria), oppure si aboliscono le quote rosa. Ché anche quelle, per me, puzzano di discriminazione.

Le donne dovrebbero poter scegliere liberamente se avere dei figli oppure no, all’età che preferiscono. E persino da sole. Senza per questo essere tacciate di essere lesbiche, androgine, troppo mamme, troppo poco femmine, egoiste, insulse, incomplete.

Le donne dovrebbero poter parlare di calcio e politica e finanza senza che scattino, immediati e irritanti, stupidi risolini e occhiate ammiccanti da parte dei maschietti.

Ma soprattutto, non dite mai più di una donna che ha carattere che ha le palle. Signori miei, alle donne le palle non servono. Noi abbiamo un cervello funzionante che supplisce in modo eccellente a questa “mancanza”.

Viva le donne, con la D maiuscola.

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