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Il design del futuro negli hotel

La vita post-Covid dovrà per forza di cose reinventarsi. Soprattutto a livello di ospitalità. Ecco allora che dall’America arrivano alcune novità da tenere presente: stanze mobili, migliori controlli da remoto, camerieri robot e sale ristorante pop-up sono solo alcune delle idee che i designer a stelle e strisce stanno considerando per il comparto turistico post-Covid.

La situazione del comparto hôtellerie, in Italia come nel resto del mondo, è davvero poco incoraggiante. Un eufemismo per non dire catastrofica. Centinaia di strutture sul nostro territorio sono rimaste chiuse, sia a causa della crisi degli elevati costi di gestione dell’emergenza. Ce ne sono tuttavia altri che, a fatica, hanno riaperto i battenti e “lottano” quotidianamente per mantenere una parvenza di “business as usual”.

La speranza degli albergatori, così come di ognuno di noi, è quella che si trovi presto un vaccino efficace che possa mettere fine a questo periodo da incubo, consentendoci così di tornare ad una vita normale. In tutto ciò, però, è indubbio che la ripresa non potrà poggiare sulle basi che ci hanno accompagnato sin qui. Un po’ come dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York: la ripresa c’è stata, ovviamente, ma con molte più di misure di sicurezza rispetto al “mondo com’era prima dell’attentato terroristico”.

Se, quindi, il focus attuale è quello della salute e del benessere, della sicurezza e del rispetto dei protocolli, domani si dovrà continuare su questo percorso.

Ecco dunque cosa potrebbero fare le grandi catene alberghiere, i boutique hotel e gli alberghi.

Google Nest Hub

Se la tendenza al muoversi verso una sempre maggiore automazione è in atto già da anni, tramite procedimenti di self-check-out e apertura delle porte delle camere tramite il cellulare (soprattutto per hotel economici e di medio livello), la pandemia ha reso queste peculiarità ancora più apprezzate e necessarie. La strada verso la computerizzazione sembra una delle poche percorribili in grado di assicurare il giusto distanziamento sociale e la minor interazione possibile tra persone.

I viaggiatori dovranno quindi attendersi una crescita esponenziale dell’automazione con novità come l’assistente virtuale dell’applicazione Google Nest Hub pensata (anche) per il comparto hospitality, disponibile per ora negli hotel americani, ma che presto prenderà piede anche da noi. C’è da scommetterci.

Grazie alla combinazione tra altoparlante e mini-schermo funzionale, Nest Hub può aiutare gli ospiti ad ottenere informazioni (orari di apertura dei ristoranti, per esempio), fare richieste (cuscini, colazione in camera, richiesta di quotidiani…) e scoprire dettagli utili, comodamente dalla propria camera. E senza dover toccare il telefono. Col solo comando vocale si potranno alzare le tapparelle, regolare la temperatura, accendere o spegnere le luci.

Servizio robotico

Non tutti gli hotel sono in grado di offrire un’esperienza culinaria all’aperto tutto l’anno. Allo stesso tempo, con le restrizioni attualmente in atto, è difficile riuscire a rimanere a galla e a fornire comunque un servizio d’eccellenza. La soluzione può essere, quindi, di rendere tutto l’hotel una grande area ristorante, con servizio effettuato da camerieri robot.

Questa può essere una risposta alla necessità di de-costruire e rinnovare l’esperienza culinaria, soprattutto se le vecchie sale ristorante sono piccole e, perciò, scarsamente funzionali all’attuale situazione.

Ovviamente, la soluzione robotica può anche essere messa da parte (visto che noi italiani preferiamo il “contatto” umano): basta riutilizzare spazi come le meeting room e le sale convegni, per esempio. Sta tutto nella creatività (e disponibilità) dei gestori: ci sono tanti spazi che normalmente non vengono sfruttati appieno, in cui è facile creare dei ristoranti pop-up, adatti ad ospitare anche cene private ed esperienze uniche.

Design biofilo

Moltissimi hotel stanno già massimizzando al meglio i loro spazi esterni, luoghi in cui gli ospiti possono sentirsi maggiormente “al sicuro” contro la possibile trasmissione del virus: è così sia per l’esperienza gastronomica che per quella sportiva. La sfida dei designer, oggi, è quella di ricreare un ambiente esterno, green, mettendolo all’interno delle mura della struttura. Oltre ad arricchire gli ambienti con piante e aree verdi, si può pensare anche di avvalersi di proiezioni digitali che simulino lo stare nella natura, attraverso sistemi di filtraggio dell’aria che riproducono, per esempio, leggere brezze, uccidendo al contempo i germi con getti di luci ultraviolette.

Il portare all’interno degli edifici ciò che normalmente sta fuori, come le piante e gli alberi, è una tecnica già praticata, conosciuta design biofilo, che prevede l’installazione di pareti coperte di erba, piante in vaso o giardini di muschio, sia nelle camere che nelle aree comuni.

Le camere non saranno più soltanto luoghi in cui dormire o farsi una doccia veloce, ma diventeranno spazi multi-tasking dotati di attrezzi ginnici, sale da pranzo e uffici. Ecco quindi che ordinare il pranzo in camera sarà piacevole tanto quanto pranzare nel ristorante dell’hotel, avendo a disposizione un tavolo vero e proprio, piuttosto che sedersi sul bordo del letto.

Anche gli attrezzi per la ginnastica occuperanno sempre maggiore spazio all’interno delle camere, con l’introduzione di tappetini per lo yoga, servizi di fitness-on-demand, specchi per il controllo degli esercizi e pesetti.

La vera novità, che magari prenderà piede anche da noi (o magari no, chissà), è la possibile introduzione di proposte di camere d’hotel mobili: una flotta di stanze su 4 ruote dotate di camera da letto, bagno e cucina, in grado di spostarsi da un luogo all’altro, e appartenenti ad una medesima catena alberghiera.

Gli ospiti potranno usufruire di un servizio unico: si sposteranno da una location all’altra a bordo della propria stanza mobile, comodamente trasportati, e potranno usare tutti i servizi di volta in volta proposti nelle varie località. Dalla piscina al servizio di riordino in camera.

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