Focus sui bimbi, Il Lato Giusto, noi donne e mamme

Oggi è la Giornata Mondiale della Prematurità

 Lo sapevate che ci sono 5 geni del passato che sono venuti al mondo prima del termine?

Ve l’ho già raccontato: le mie gemelle sono nate esattamente di 7 mesi, dunque 2 prima del termine normale. Ma la mia non è stata una gravidanza “normale”, avendo dovuto combattere contro la Sindrome TTTS (al link, maggiori dettagli). Ecco perché, anche quest’anno, mi sembra doveroso ricordare questa giornata.

Insieme a Top Doctors®, vorrei richiamare l’attenzione sulla prematurità neonatale e sulle sue problematicità. Con le giuste cure e terapie, la maggior parte dei nati prematuri recupera nel breve periodo, per condurre poi una vita normale, o addirittura straordinaria.

Oggi, 17 novembre, è la Giornata Mondiale della Prematurità (World Prematurity Day), un’iniziativa istituita per richiamare l’attenzione e sensibilizzare sulla prematurità neonatale, condizione estremamente diffusa nel mondo. 

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a livello globale, sono infatti 15 milioni i bambini che ogni anno nascono prematuri, mentre in Italia sarebbero circa 32mila i neonati pretermine, ovvero venuti alla luce prima della 37esima settimana di gestazione. Le mie gemelle sono nate, per fornire un’informazione più accurata, alla 31esima settimana + 1 (giorno).

Fin dai primi istanti di vita, questi bimbi necessitano di terapie intensive neonatali specifiche per le loro esigenze, soprattutto nei casi dei “molto pretermine” e degli “estremamente pretermine” (rispettivamente sotto le 32 – ed è qui che ci collochiamo noi – o le 28 settimane di gestazione), che risultano i più problematici.

Con le giuste cure e attenzioni, nella stragrande maggioranza dei casi, i nati prematuri recuperano però in breve periodo, per condurre poi una vita normale, o addirittura straordinaria. 

Ed ecco quindi che vi ricordo, andando indietro nella storia, 5 famosi personaggi del passato che, nonostante la nascita prematura, sono poi riusciti ad esprimere, in diversi campi, tutta la loro genialità. Eccoli:

  • Albert Einstein: l’autore della teoria della relatività nacque con 2 mesi di anticipo. Secondo alcune fonti, la testa del piccolo Albert era di forma anomala e dimensioni esagerate, cosa che preoccupò non poco la madre. Inoltre, fino ai 9 anni, avrebbe sofferto di ritardi nello sviluppo. Questo non gli ha però impedito, da adulto, di divenire lo scienziato più noto di tutti i tempi.
  • Pablo Picasso: anche il poliedrico artista, pittore e scultore spagnolo è nato prematuro. Addirittura, l’ostetrica che si stava occupando del parto pensò che il bimbo fosse morto. In casa c’era però anche lo zio di Pablo, medico, che prese in mano la situazione e riuscì a rianimarlo. 
  • Sir Isaac Newton: Alla nascita, il peso del piccolo Isaac era di sole 3 libbre, ovvero poco più di 1,3 kg. Le probabilità di sopravvivenza, all’epoca, erano bassissime, ma il bambino non si è arreso, ha combattuto ed è cresciuto fino a diventare il teorico della legge di gravitazione universale.
  • Victor Hugo: anche il famoso romanziere francese, autore de I Miserabili e Il Gobbo di Notre Dame, nacque prematuro: la madre lo descriveva come “non più lungo di un coltello” e a 15 mesi aveva ancora scarso controllo del collo e della testa.
  • Winston Churchill: ufficialmente, il grande statista è venuto al mondo 2 mesi prima del previsto, a seguito di una brutta caduta della madre. In realtà, nel suo caso ci sono dubbi sull’effettiva prematurità: alcuni storiografi sostengono infatti che la signora Churchill fosse già incinta al momento delle nozze, celebrate in tutta fretta.

Al di là di questi casi eccezionali, la nascita pretermine può comportare rischi e problematiche importanti. Il Professor Corrado Moretti, Pediatra di Top Doctors®, spiega: “L’insufficienza respiratoria dovuta alla immaturità strutturale del polmone è la patologia più frequente in un bambino nato prematuro. Il trattamento con ossigeno e ventilazione meccanica può determinare, in particolare per i nati prima della 28esima settimana, conseguenze non solo sulla funzionalità del sistema respiratorio, ma anche sul sistema nervoso e sulla retina. Inoltre, data l’immaturità del loro sistema immunitario, esiste anche il rischio di infezioni. Le moderne tecniche di assistenza respiratoria non invasiva ed una adeguata terapia antibiotica hanno permesso di ridurre notevolmente l’incidenza e la gravità di queste complicazioni.” 

Cosa succede, una volta che il neonato viene dimesso? “I genitori devono affidarsi ad un team che segua il follow up del bambino, percorso che consiste nella valutazione di eventuali disturbi di tipo pediatrico, neurosensoriale e comportamentale e nella programmazione di interventi precoci per la loro soluzione. Tale percorso deve includere anche un programma di counselling finalizzato al supporto dei genitori” conclude il Prof. Moretti. 

Non pretendo che Ludovica e Veronica diventino le prossime Einstein o Churchill, poco importa, però sono certa che hanno una marcia in più, semplicemente perché hanno dovuto cominciare la loro esistenza percorrendo, di già, una strada in salita.

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