Il Lato Gradevole, Viaggi; Travel Tips

I buen retiro della prossima estate, nella natura

Non so voi, ma io sono affascinata da tutte quelle soluzioni immerse nella natura, il cui unico rumore udibile è quello del vento o della fauna locale. Se poi si pensa che quest’anno, come l’anno scorso, il distanziamento è comunque un obbligo, a maggior ragione si è ancora più propensi a cercare soluzioni di vacanza lontane dalla folla. Senza trascurare comodità, bellezza e confort. Ho pensato, dunque, di suggerirvi alcuni luoghi unici, adatti sia a coppie che famiglie con bambini, esclusive e immerse nella natura. A voi la scelta.

Vacanza itinerante tra 6 rifugi, in Valle d’Aosta

Il Tour des Six è un ottimo spunto per staccare la spina e rigenerarsi nelle mille sfumature di verde della Valle d’Aosta. Si tratta di un trekking di media montagna che può durare 3, 4 o 7 giorni (quest’ultimo è il più completo) e che si snoda tra la Valtournenche, la Val d’Ayas e la Valle di Gressoney. Questo percorso escursionistico, adatto anche a famiglie con bambini (purché non troppo piccoli), è stato creato e voluto dai gestori di 6 rifugi valdostani che si sono uniti per realizzare un pacchetto unico e originale, adatto agli appassionati di camminate in montagna e trekking. Inutile sottolineare che, seguendo il percorso, la vista sulle Alpi, il Monte Cervino e il massiccio del Monte Rosa è a dir poco spettacolare. Ogni notte si dorme in un rifugio diverso e si gusta una cena tipica a base di prodotti del territorio e vini DOC valdostani. Il tour da sette giorni parte e rientra su Champoluc, in Val d’Ayas; da qui si percorrono sentieri di montagna con tappe giornaliere per un minimo di 5 ore di camminata fino ad un massimo di 7. Non ci sono particolari difficoltà, fatta eccezione per brevi tratti su pietraia o ghiaione (evidentemente non adatti ai passeggini). E’ adatto a persone con una buona forma fisica e con esperienza di uscite in montagna e non serve essere dotati di attrezzatura alpinistica. Se viaggiate con i bambini, vi consiglio di scegliere la soluzione ad anello da 3 giorni/2 notti con partenza da Gressoney Saint-Jean e soste nei rifugi Arp e Vieux Crest. Quest’ultimo (nella foto), che si trova a 1938 metri di altitudine nel cuore di un antico villaggio walser che domina Champoluc e la Val d’Ayas, è un piccolo paradiso immerso nella natura in cui godere di succulenti piatti tipici della tradizione valdostana.
Prezzo a persona a partire da 147 €, comprensivi di pernottamento e mezza pensione.

Appartamenti di stile sul Lago d’Orta

L’apertura è prevista per luglio 2021. Sto parlando de LAQUA by The Lake – la nuova location della collezione LAQUA Resorts di Antonino Cannavacciuolo, sulle rive del Lago d’Orta, meta perfetta per combinare una fuga d’estate grazie ai benefici dell’acqua del lago e alle nuove esperienze de LAQUA RESORTS. Il Resort si trova nella riservata baia di Pettenasco, a pochi Km dal borgo medievale di Orta San Giulio e grazie alla sua posizione strategica e alla natura di cui è circondato, rappresenta il luogo ideale per immergersi nel Retreat e ritrovare la connessione con il proprio mondo interiore. Considerato da molti un luogo mistico, il Lago d’Orta diventa così anche una nuova venue di pace e tranquillità. Si può scegliere tra 9 bilocali, 3 trilocali, 4 suite e 2 attici super-esclusivi, con Jacuzzi privata in terrazza. Per chi non vuole perdersi nemmeno una delle esperienze gourmet dello chef Cannavacciuolo, segnalo che il resort dispone di un Beach Club all’insegna della cucina d’autore, posto a bordo lago e con una vista indimenticabile. Mi dispiace dover ammettere, però, che questa soluzione non è per tutte le tasche. L’attico vista lago costa, a notte, 850 € comprensivi di colazione. Per chi volesse fare una follia e regalarsi una fuga chic, può comunque essere una soluzione.

Filosofia ECO e yoga a Marsala

Per un vivere armonico è necessario rispettare e avere cura della natura e del mondo che ci circonda. Ricordando che anche noi ne siamo parte integrante. Baglio Oneto dei Principi di San Lorenzo Luxury Wine Resort, che ha abbracciato la filosofia dell’ECO Hotel, propone preziosi trattamenti wellness ispirati ai prodotti di eccellenza del suo territorio ed interpretati in chiave di benessere olistico. Naturalmente – è il caso di dirlo – esaltati dal senso di profonda serenità che un soggiorno in questo luogo incantevole è in grado di regalare. Per elevare al massimo grado il rilassamento si può scegliere qualcosa di speciale, come un massaggio total body sensoriale con Essenze di Vinaccioli o di Olio d’Oliva. La Natura ci offre elementi straordinari, ci dona i suoi frutti con generosità, e sta a noi coglierli e goderne in modo intelligente, risplendendo insieme a Lei. Uno staff di massaggiatori professionisti – disponibile su richiesta – accompagna gli ospiti di Baglio Oneto in un percorso sensoriale rilassante e riequilibrante. L’uomo è frutto della natura, e come tale, è importante prendersene cura: immaginiamo noi stessi come un albero. Dapprima l’attenzione si concentra sui piedi, che rappresentano le radici, per poi passare a prendersi cura di gambe e schiena, il tronco, di braccia e collo, i nostri rami, e di dita e testa, le foglie del nostro corpo. Sono disponibili su prenotazione anche il massaggio svedese, californiano, thai, decontratturante, linfodrenante, e lo staff è a disposizione per consigliare il massaggio più adatto alle esigenze di ogni ospite. I trattamenti possono essere effettuati sia una saletta dedicata sia open air, per una connessione con la Natura ancora più intensa. Prezzi su richiesta. Sempre su richiesta è possibile prenotare sessioni con personal trainer, che può accompagnare in percorsi fitness all’aperto o in una piccola palestra – di cui è possibile usufruire anche gratuitamente. Siamo circondati da una natura spettacolare, mentre il profumo del mare ci inebria rigenerandoci, perché non elevare alla massima potenza i suoi benefici organizzando un corso di yoga nel giardino? Qual è l’elemento che sentite più in sintonia con voi stessi oggi? L’aria, la terra, l’acqua? Baglio Oneto dei Principi di San Lorenzo propone inoltre ai suoi ospiti passeggiate a cavallo o in bicicletta fuori dalla tenuta, secondo percorsi studiati secondo diversi gradi di allenamento, e ancora immersioni nel blu del mare di Sicilia. Favignana e le Egadi – che si possono ammirare dal Baglio – sono tra i luoghi più amati per il diving! La camera doppia costa, a notte e con colazione, da 194 € (tariffa valida per prenotazioni direttamente sul sito della struttura).

Alla scoperte delle Rocche di Caterina Sforza

Bagnara di Romagna, Dozza, Imola e Riolo Terme, tra cultura e natura, in uno “spicchio” di Emilia e Romagna: è in questi luoghi che si trovano 4 meravigliose Rocche medioevali unite dalla leggendaria figura di una donna che ne fu la Signora: Caterina Sforza, la “leonessa delle Romagne”. Le rocche di Imola e Dozza, in provincia di Bologna, e quelle di Riolo Terme e Bagnara di Romagna, in provincia di Ravenna, rappresentano quattro tappe per un tour delle rocche sforzesche, splendidamente conservate e visitabili.

Le rocche si possono raggiungere comodamente in macchina, oppure sperimentando la e-bike (noleggiabile anche in loco), mentre per i più allenati è possibile fare il tour anche in bicicletta (con partenza e arrivo in una delle 4 città, sono circa 70 km complessivi, con dislivelli per raggiungere Riolo Terme e Dozza).

A completare e impreziosire il tour delle rocche, si può vivere esperienze culturali-gastronomiche per approfondire la conoscenza del territorio. Come visite “narrate” ai borghi e alle rocche (ovviamente ci sono anche quelle dedicate a Caterina Sforza per scoprire la vita di questo affascinante personaggio anche sotto aspetti inconsueti), degustazioni di vini e dei prodotti locali in location suggestive o accoglienti agriturismi, piccoli e curiosi musei, esposizioni di artisti internazionali, visite a grotte naturali, sempre in compagnia di esperti che sapranno raccontarne ai visitatori segreti e curiosità dei luoghi.

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La Rocca di Imola (Bo) è uno splendido esempio di architettura fortificata tra Medioevo e Rinascimento. Le sue origini risalgono al 1261. Sul perimetro della struttura originaria s’impostavano ben nove torri quadrangolari, solo una decima torre, il mastio, campeggia tuttora al centro del cortile interno. La Chiesa di Roma, le nobili famiglie degli Alidosi, dei Visconti poi dei Manfredi guidarono Imola e la Rocca. È però alla fine del Quattrocento che si avviò con gli Sforza la completa trasformazione rinascimentale dell’edificio che proseguì col nuovo signore di Imola Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV e sposo di Caterina Sforza. A partire dal 1480 le torri angolari quadrate vennero inglobate entro nuovi e più spessi torrioni circolari capaci di resistere ai colpi delle bombarde, e si avviò anche la costruzione di una residenza, il Palazzetto. La morte di papa Sisto IV segna l’inizio della crisi della signoria Riario-Sforza sulla città, fino all’assedio della Rocca mosso da Cesare Borgia, detto il Valentino, che nel 1499 decreta il ritorno di un diretto dominio pontificio. Il Valentino ricorre poi nel 1502 alla consulenza di Leonardo da Vinci per ispezionare le fortezze romagnole tra cui quella imolese: ne è testimonianza la pianta di Imola che Leonardo stese, dove è ben visibile anche la Rocca. Infine, con l’annessione definitiva di Imola allo stato pontificio si rafforza l’utilizzo degli ambienti della fortezza come carcere, situazione che si mantiene fino al 1958 quando si avviano i restauri e si destina il monumento sforzesco a museo.

La Rocca di Dozza (Bo), sulle colline tra Imola e Bologna, è un complesso medievale sorto nel XIII secolo, ancora visitabile all’interno, dove si ammirano la cucina antica, la sala delle torture, le prigioni, i vari appartamenti arredati con mobilio originale e dipinti. Nei sotterranei è ospitata l’Enoteca Regionale Emilia Romagna con l’esposizione e la vendita di oltre 1000 etichette di vino. L’attuale aspetto esterno della Rocca è ascrivibile al tardo quattrocento, quando Dozza entrò a far parte della Signoria Riario–Sforza. Nel 1473, con un matrimonio dalle forti valenze politiche, Girolamo Riario, nipote di Papa Sisto IV, si unisce a Caterina Sforza, figlia del Duca di Milano e nipote di Ludovico il Moro. Invece, l’impianto distributivo del palazzo – cortili, atrio, androne e scale – e l’organizzazione del piano nobile, così come oggi ci appaiono, sono in prevalenza riconducibili alla Signoria dei Campeggi che, nella seconda metà del Cinquecento, intraprese massicci interventi di trasformazione allo scopo di trasformare la Rocca da fortezza a sede di rappresentanza diplomatica. Quando il feudo di Dozza fu abolito, la Rocca rimase di proprietà dei Malvezzi-Campeggi che ne fecero la loro residenza fino al 1960.

La Rocca di Riolo Terme (Ra) è una delle rocche più interessanti del territorio, per lo stato di conservazione in cui si trova. Di fine XIV secolo, questa fortificazione militare appartiene alla tipologia della “transizione”, in cui si sommano caratteristiche architettoniche medievali e rinascimentali: il fossato e le caditoie per il tiro piombante, le camere di manovra con le bocche di fuoco per il tiro radente fiancheggiante. Al suo interno si può vivere una vera immersione nella storia, scoprire il Medioevo tramite la vita di Caterina Sforza e il territorio faentino e i suoi insediamenti attraverso i reperti rinvenuti nella vicina Grotta di Re Tiberio. Dai sotterranei ai piani alti, attraverso stretti passaggi, ci si cala nelle avventure dei cavalieri medievali indossando e impugnando gli strumenti utilizzati in battaglia, si scopre il funzionamento delle macchine da guerra e si ascoltano i racconti di Caterina Sforza. Nella sala del pozzo l’allestimento multimediale permanente “I misteri di Caterina”, dedicato alle gesta e agli amori di Caterina Sforza, trasporta il visitatore in una realtà interattiva, chiamandolo a interagire con la Leonessa delle Romagne in persona. Nel Mastio si trova la sezione archeologica, che ospita reperti databili dall’Età del Ferro all’Epoca Romana. La sezione del Museo del paesaggio dell’Appennino faentino offre un’ampia visione del paesaggio collinare circostante, con i calanchi e gli affioramenti di gesso, osservabili grazie ai binocoli. Essendo Centro di Documentazione del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, la Rocca è un importante centro di studi, scoperte e attività, un museo del territorio in evoluzione continua.

La Rocca di Bagnara di Romagna (Ra) costituisce il fulcro della struttura difensiva del Castello, la cui organizzazione era completata dalla cinta muraria, dalla porta civica, dal Torrioncello, dai terragli e dalle fosse, oltre che cardine del popolamento e del complesso edilizio e abitativo. L’origine della Rocca è di datazione incerta, fu probabilmente costruita da Uguccione della Faggiola nel 1297, per poi diventare possedimento dei Barnabò Visconti. Dopo diverse distruzioni, restauri e dominazioni, venne concessa da Papa Sisto IV al nipote Girolamo Riario. All’epoca del Riario e di sua moglie Caterina Sforza risalgono il restauro e l’ammodernamento della Rocca (1487) e della cinta muraria, le primitive strutture del palazzo signorile e la costruzione del mastio (1494). Conquistata dai francesi nel 1494, tornò poi sotto il controllo degli Sforza che dovettero cedere nel 1500 all’avanzata di Cesare Borgia, detto il Valentino, evento che segnò l’inizio della decadenza della Rocca di Bagnara. La Rocca è una tipica costruzione quattrocentesca in mattoni, di aspetto regolare e compatto, a pianta quadrata, con gli edifici articolati attorno a un cortile. Nell’angolo sud-ovest si trova il mastio, poderoso torrione circolare, che rappresentava la difesa principale dell’intero complesso; sull’angolo opposto c’è il bastione, un’altra torre circolare di dimensioni più piccole, collegata al mastio dalle mura di cinta. Il Signore risiedeva nel palazzo, posto sul lato nord, un lungo corpo di fabbrica a pianta rettangolare, a due piani e dotato di una loggia, la cui funzione era strettamente legata ai compiti di rappresentanza, simbolo di potere e, in quanto tale, garanzia di sicurezza contro gli attacchi nemici.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 0542 25413 / 0546 71044 info@imolafaenza.it

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