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La Casa di Anne Frank, toccare con mano il male nella sua banalità

(Nuovo post) Nevicava, un misto di acqua e ghiaccio pungente che mi colpiva senza possibilità di riparo. In fila lungo la strada per accedere al Museo e alla Casa eravamo tutti infreddoliti. Pochi parlavano. Quasi tutti avevano lo sguardo fisso. Penso che ognuno di noi riandasse con la memoria alle vittime del nazismo, costrette a stare in piedi per ore, con qualsiasi condizione atmosferica, prima di salire sui carri bestiame o in occasione degli infiniti appelli mattutini nei campi di concentramento. E credo che ognuno di noi abbia pensato che, per poche manciate di minuti, non avevamo il diritto di lamentarci per qualche spillo di neve. (clicca sul link per continuare a leggere)